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Acqua: no alla privatizzazione, si al bene comune

Ambiente 09 nov 2009

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini – nel sostenere la Campagna nazionale “Salva l’acqua. Il Governo privatizza l’acqua!”, organizzata dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, chiede alla Regione Basilicata di impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale, l’art.15 del Decreto Legislativo 135/09, a tutela delle autonomie degli Enti Locali sulla base del principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione italiana. Inoltre, la nostra Organizzazione sollecita gli eletti dei Consigli Comunali di prendere posizione contro il sopraccitato articolo e di assumere l’impegno di inserire all’interno degli Statuti comunali il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto umano universale, dichiarando che il servizio pubblico è privo di rilevanza economica, così come di recente ha fatto il Consiglio comunale del Comune di Cassinetta di Lugagnano (MI), comune “guidato” dal sindaco lucano Domenico Finiguerra. Ricordiamo come il concetto di “Acqua bene comune” è sancito dalla Carta Europea dell’Acqua (Strasburgo, maggio 1968) fino al pronunciamento dell’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite e dei Diritti Umani (settembre 2007): il diritto dell’acqua risulta un’estensione al diritto alla vita affermato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

La OLA, quindi, nel sostenere pienamente il Forum italiano dei movimenti dell’acqua, invita i cittadini ad opporsi in ogni sede e con gli strumenti consentiti dalla democrazia e dalla Costituzione italiana, al disegno scellerato di quanti, a partire dal 2011, vogliono mercificare un bene come l’acqua, essenziale alla vita, diritto umano universale, che il Governo italiano si accinge a consegnare agli interessi delle grandi multinazionali, avente il solo scopo del profitto privatistico delle logiche del mercato.

1 Commento

  1. Adduso
    23/11/2009 at 12:39

    Qui non è solo la privatizzazione dell’acqua, che è una delle ultime prepotenti liberalizzazioni, qui è la conclusione di molte verità che tutti, da destra, centro e sinistra, hanno fatto finta di non vedere per anni, e che adesso, tutti, per scrollarsele, danno la gestione ai privati. Invece sarebbe bastato immettere nel sistema legislativo del pubblico, delle regole ferree ove le responsabilità penali e civili aumentassero proporzionalmente al ruolo occupato, con eventuale immediata disposizione di sequestro cautelativo dei beni del pubblico ufficiale o incaricato o nominato che si vendeva o cercava tangenti. Invece si è permesso nel pubblico, dallo sportellista al più alto dirigente, direttore e presidente, che ci fosse il massimo del degrado etico ed operativo. Persino intere categorie di lavoratori o pseudo tali, sono notoriamente state assunte non solo attraverso scambi di favori elettorali ma pure, a detta di molti, dalla criminalità locale ed organizzata. Adesso, ne piangiamo le conseguenze. Ma chi pagherà veramente alla fine saremo sempre e solo noi cittadini comuni che in ultimo sembriamo ormai solo degli zombi senza dignità, poichè chi arriva prima in questo Stato prepotente, ci può forzosamente sputare in faccia quando vuole, tanto le leggi se li fanno a loro immagine e somiglianza (’mafiose’), ma ci può pure passare di sopra, in quanto sanno che noi davanti a questo Stato prevaricatore di politici, istituzionali, burocrati, affaristi, ecc. siamo pure, per colpa di questa pseudo giustizia, degli evidenti inermi.


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