Basilicata, in produzione il pozzo urbano di Villa d’Agri

In Basilicata, a Villa d’Agri – frazione del Comune di Marsicovetere, in provincia di Potenza – è entrato in produzione il ‘pozzo urbano’ Eni denominato “Alli 002 OR”, localizzato a soli 300 metri dal centro abitato e nelle vicinanze di un ospedale.

Dopo quasi 6 anni – tra proroghe e numerose contestazioni – il pozzo Eni “Alli 002 OR”, perforato vicino il centro abitato e l’ospedale di Villa d’Agri (frazione del Comune di Marsicovetere, in provincia di Potenza), è ufficialmente in produzione. Infatti, la torre di trivellazione di quello che è stato definito un ‘pozzo urbano’ orizzontale è stata smontata. Il pozzo “Alli 002 OR” è localizzato a circa 300 metri in linea d’aria dalle prime case del sopraccitato centro abitato ed incide sulle idrostrutture della Val d’Agri che interessano una delle sorgenti più importanti dell’area, quella denominata “Peschiera Pedale”.

Un’infrastruttura considerata strategica dall’Eni, nonché propedeutica al raddoppio delle estrazioni in Basilicata. Tanto strategica da spingere “il cane a sei zampe” ad accelerare per la sua realizzazione “costi quel che costi”, con la complicità dell’Ufficio Compatibilità Ambientale del Dipartimento Ambiente, Tutela del Territorio e Politiche della Sostenibilità della Regione Basilicata e del primo cittadino e medico di Marsicovetere, Claudio Cantiani. Infatti, mentre da un lato l’ex governatore lucano Vito De Filippo prometteva – per ragioni elettorali – lo spostamento del pozzo, dall’altro sottolineava l’assenza di “allarmi nella localizzazione del pozzo” e di “impatti solo sotto il profilo emotivo”.

Il pozzo “Alli 002 OR” – presente nel decreto ministeriale 23 gennaio 2012, attuativo di una delibera della Regione Basilicata (la n. 1177 dell’8 agosto 2011, ndr) con la quale è stata espressa l’intesa all’aggiornamento del programma dei lavori per la concessione di coltivazione “Val d’Agri” – sul sito dell’Unmig (Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse) è classificato come “produttivo ad olio” e, molto probabilmente, già allacciato all’oleodotto – a poca distanza – di raccordo con il Centro olio di Viggiano. Una classificazione che troverebbe riscontro in alcune indiscrezioni locali, secondo le quali il pozzo “Alli 002 OR” produrrebbe addirittura 12.000 barili di greggio al giorno – pari al doppio dei barili prospettati – , di qualità peggiore e con instabilità nel flusso di gas a cui si assocerebbe, forse responsabile dell’ultimo incidente verificatosi presso il Centro Olio di Viggiano (14 gennaio 2014, ndr).

Dal Comune di Marsicovetere nessuno parla, in attesa di incamerare le royalties per la messa in produzione del loro primo ‘pozzo urbano’, così come gli altri 5 Comuni “baciati dall’oro nero” (Viggiano, Calvello, Grumento Nova, Montemurro e Marsico Nuovo). Sullo sfondo, sempre il nuovo memorandum che realizza profitti per le compagnie petrolifere, incrementando l’inquinamento ambientale ed i rischi per la salute dei cittadini della Val d’Agri.

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