Subito l’Anagrafe dei siti da bonificare

“La versa rivoluzione passa attraverso la cruna d’ago del rispetto dello Stato di diritto”. Con queste parole il segretario dei Radicali lucani, Maurizio Bolognetti – in sciopero della fame dal 15 ottobre – apre la sua lettera al presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, al fine di sollecitare l’istituzione dell’Anagrafe dei siti da bonificare.

Mi piacerebbe che il descamisados Marcello Pittella, che ho intravisto commosso ed esaltato in piazza a Matera, riuscisse a provare un’analoga emozione – non dico commozione – per le questioni attinenti il diritto dei cittadini a poter conoscere per deliberare. Caro Presidente, perché non provi ad indossare anche i panni di “ultras” dello Stato di diritto?

Da troppo tempo la Basilicata non rispetta alcuni articoli del Codice dell’Ambiente e di certo non rispetta quell’articolo 251 che prevede l’istituzione dell’Anagrafe dei siti da bonificare. Chiedo a te, in quanto rappresentante del massimo Ente regionale, di onorare la legge e il diritto dei cittadini lucani a poter conoscere per deliberare. Ecco, il percorso verso Matera 2019 potrebbe iniziare con il coltivare la “cultura” dello Stato di diritto, del rispetto della legge e delle regole. Ne abbiamo bisogno, ne hai bisogno. Ne abbiamo bisogno in una regione che è stata condannata per la violazione di direttive Comunitarie in materia di tutela ambientale, in una regione che da anni non riesce a far decollare una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti, in una regione letteralmente presa d’assalto dalle multinazionali dell’oro nero e dai signori della monnezza un tanto al chilo. A peso d’oro, direi! Ne abbiamo bisogno, caro Governatore, così come una pianta ha bisogno di acqua per poter continuare a vivere.

Onoriamo questa nostra terra e questa nostra comunità applicando la legge, rispettando la legge. Il mio non è un ricatto, sto semplicemente chiedendo che la nostra Regione rispetti la sua propria legalità, così come da tempo con Marco Pannella, Rita Bernardini, con i compagni e compagne radicali chiediamo al nostro Stato di rispettare la sua propria legalità sul fronte giustizia-carceri.
Il tuo silenzio, caro Marcello, assordante e un po’ omertoso, non onora te, la carica che ricopri e l’Istituzione che rappresenti che è palesemente fuorilegge. Con fiducia torno a chiederti una risposta.

Post Scriptum
Caro Governatore, nell’interrogare te, nel contempo mi rivolgo all’intero ceto dirigente lucano, ad iniziare dal tuo predecessore Vito De Filippo, che nel febbraio del 2013 ebbe ad onorare un mio intervento sulla questione che ho sottoposto alla tua attenzione scrivendo: “Il principale motivo ostativo è appunto nella mancanza del Piano regionale dei rifiuti che, occupandosi di tutto ciò che è rifiuto, all’interno dovrà contenere non solo l’anagrafe dei siti da bonificare, a quel punto formalizzata e resa pubblica, ma anche le linee di intervento per la bonifica. Mi rendo conto che questa precisazione non risolve in tutto il problema, anche perché, nel rispetto dei principi della Convenzione di Aarhus, in materia ambientale la questione della possibilità di accesso da parte di tutti alle informazioni è quanto mai sostanziale”. E ancora chiedo ad Antonio Luongo, a Piero Lacorazza, a Vincenzo Folino, ad Antonio Pisani, a Livio Valvano, a Nicola Benedetto, a Mariano Pici, a Cosimo Latronico, a Nicola Becce, a Francesco Nicola Riviello, al Pd Basilicata, a Raffaele Tantone, a Franco Simone, a Luigi Scaglione, all’intero Consiglio regionale, a tutti coloro che si riempiono la bocca con la parola legalità e Costituzione, di battere un colpo, di proferir verbo, di rompere il “riserbo”. Parliamone, e parliamo del futuro di questa nostra bella terra. Un futuro che non può essere eretto su fondamenta di cartapesta. La vera rivoluzione passa attraverso la cruna d’ago del rispetto dello Stato di diritto.

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