Arriva il Fondo vittime dell’amianto

Dopo oltre tre anni di lotte dei lavoratori, dei comitati e delle associazioni delle vittime dell’amianto è stato pubblicato il Decreto emanato lo scorso 13 gennaio 2001 dai ministeri del Lavoro e dell’Economia, riportante le norme che regolano la legge istitutiva del Fondo per le Vittime dell’Amianto.

La legge istitutiva (la n.244 del 24 dicembre 2007 – Gazzetta Ufficiale n.300 del 28 dicembre 2007) stabilisce che “il finanziamento del Fondo è a carico, per un quarto delle imprese e per tre quarti del bilancio dello Stato”, con un onere pubblico pari a 30milioni di euro per gli anni 2008 e 2009 e pari a 22milioni di euro a decorrere dall’anno 2010, nel frattempo congelati a causa dei ritardi nell’emanazione

Ma – come evidenziato dal Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio di Sesto San Giovanni, in provincia di Milano – il suddetto decreto accoglie solo in parte gli obiettivi richiesti.”Per il governo hanno diritto al Fondo solo i titolari di rendita che hanno contratto patologie asbesto correlate per esposizione all’amianto e alla fibra fiberfrax riconosciute dall’Inail”, escludendo “coloro che sono stati esposti all’inquinamento ambientale non lavorativo, ma che non sono stati riconosciuti dall’Inail”.È questo il caso di familiari dei lavoratori esposti, oppure dei cittadini residenti vicino a fonti di contaminazione che hanno contratto una malattia asbesto-correlata. A queste osservazioni va ad aggiungersi, sempre secondo le Associazione, il fattore responsabilità a carico delle aziende. Infatti, l’onere a carico delle imprese determinato in 10 milioni di euro annui per il 2008 e per il 2009 ed in poco più di 7 milioni di euro a decorrere dal 2010, rappresenta “una cifra troppo bassa rispetto ai danni che le aziende hanno creato”.

Il Comitato di Sesto San Giovanni, infine, sottolinea come non sia possibile “accettare che gli assassini di tanti lavoratori e cittadini continuino a rimanere impuniti”, perchè è inaccettabile che “si muoia sul lavoro e per il lavoro”.

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