Biografia
Pietro Dommarco / 16 maggio 1979.
Sono un giornalista freelance specializzato in tematiche ambientali, settore nel quale opero da oltre dieci anni. Quattordici anni fa è cominciata la mia esperienza giornalistica sul campo. Non ho frequentato scuole specialistiche di giornalismo o Master, ma ad introdurmi al mestiere sono stati il contatto diretto, emozionale, “di pancia” con i fatti, le persone e gli accadimenti.
Buona parte della mia formazione è avvenuta a Napoli tra giornali di quartiere e regionali, lavoro redazionale, cronaca nera, convegni politici e curiosità. Quando il mio primo direttore decise di affidarmi un approfondimento sull’ecomostro del Fuenti – l’enorme albergo realizzato abusivamente sulla costiera Amalfitana, a Vietri sul Mare – hanno avuto inizio la passione ed il lavoro per l’ambiente. Una mission di indagine e di ricerca che faccio ancora mia.
Da allora numerosi articoli, inchieste e reportage. E tanta esperienza, come quella che ho deciso di mettere a disposizione della mia regione – la Basilicata – nella quale sono stato, per 7 anni, direttore responsabile del primo portale di informazione regionale creato dal basso, per il territorio e con il contributo di cittadini attivi ed associazioni in rete.
Nel 2006 ho fondato l’Organizzazione lucana ambientalista e nel 2009 Ola Channel, una web TV tematica, tuttora operanti. Nel 2009 ho curato per Vanguard Italia, in onda su Current TV, un’inchiesta televisiva sui traffici di rifiuti e le ecomafie dal titolo Rifiuti Connection, in seguito alla quale è nato un omonimo progetto editoriale sul web. Ho collaborato fino al 2011 per il quotidiano ecologista nazionale Terra. Oggi collaboro con il mensile Altreconomia, sul cui portale ufficiale curo anche un blog dal titolo La vita dopo il petrolio. Il mio ultimo lavoro è Trivelle d’Italia, un vero libro nero. Una sorta di viaggio-inchiesta nei luoghi interessati dalle estrazioni di idrocarburi, che hanno portato pochi vantaggi ai territori, poca occupazione e infiniti lutti, per i lavoratori e per l’ambiente.
Non voglio smettere di credere che fare informazione significhi fare buon giornalismo di denuncia. Penso, al tempo stesso, che la lotta sia un puro esercizio di stress.


