Sviluppo energetico in Italia. Il ministero lo vuole caldo

È stato pubblicato il Rapporto DGRME (Rapporto annuale 2013 Attività dell’anno 2012 del Ministero dello sviluppo economico Dipartimento per l’energia Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche).

“Il contesto italiano – si legge nel Rapporto dell’Unmig – sia in conseguenza di obiettive ragioni ambientali e territoriali sia per i pregiudizi esistenti nei confronti di un’attività tuttora non ben conosciuta – è scritto nel rapporto – sia per i noti e irrisolti problemi di natura autorizzativa che investono tutti i settori produttivi, non ha consentito un adeguato sviluppo delle ricerche, sia in terraferma che in mare. Il perdurare di tale situazione impedisce il reintegro delle riserve e la scoperta di nuovi giacimenti, ancora possibile in alcune aree”.

Una constatazione, quella del Dipartimento energia del ministero dello sviluppo economico, che rinnega la realtà sociale, economica ed ambientale dei territori già interessati attività petrolifere che le comunità invece conoscono bene, al di là di quello che i tecnici del dipartimento considerano solo “pregiudizi” nei confronti di una fonte di energia, quale quella fossile, principale responsabile dei cambiamenti climatici, destinata in futuro, auspichiamo prossimo, a soccombere a favore delle energie rinnovabili che auspichiamo dolci ed in armonia con i valori. Una prospettiva sulla quale ancora si assiste a gravi ritardi culturali da parte delle istituzioni e delle tecnocrazie ministeriali pagate dagli italiani.

Condividi questo articolo

Commenta questo articolo

Your email address will not be published.