Martesana, si chiede ai sindaci di dire no alle trivelle

Una firma per la salvaguarda del territorio, in difesa della salute e dell’ambiente. È questo l’impegno che il Comitato NoTriv Martesana vorrebbe far assumere a tutti i canditati alle elezioni amministrative del 25 maggio 2014 – e ai sindaci già in carica – dei 37 Comuni interessati dal permesso di ricerca idrocarburi “Melzo” della società Mac oil spa, in 23 dei quali si rinnoverà il consiglio comunale.

Una documento, denominato ‘Carta della Martesana’, suddiviso in 3 punti fondamentali (“No alle trivelle”, “Stop consumo di suolo” e “Verso rifiuti zero”) e 14 linee guida che vanno dall’impegno a contrastare vecchi e nuovi progetti finalizzati all’esplorazione, alla ricerca e all’estrazione di idrocarburi sul proprio territorio alla pubblicizzazione di tutti gli atti riguardanti richieste di trivellazione ed altri progetti impattanti; dalla promozione di iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza all’applicazione del Principio di Precauzione, quale strumento di decisione nell’ambito gestionale del rischio in campo di salute umana, animale e ambientale, fino alla tutela delle risorse idriche e promozione di politiche energetiche sostenibili, non speculative. Sullo sfondo la necessità di difendere le zone agricole dalla cementificazione e dalla trasformazione in puro terreno di collocazione di strutture per lo sfruttamento energetico e l’urgenza di attuare politiche locali finalizzate al recupero delle aree dismesse ed avvio di progetti di riconversione industriale a basso impatto ambientale, passando dalla valorizzazione delle risorse locali e del patrimonio paesaggistico mediante possibili azioni di ampliamento e creazione di nuovi PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale), contrastando lo stralcio di aree inserite nel Parco agricolo Sud Milano.

“Il Comitato NoTriv Martesana – si legge in una nota di lancio della ‘Carta della Martesana’ – reputa fondamentale far sentire la propria voce su un tema importante come la tutela e la salvaguardia del territorio, troppo spesso usato come merce di scambio per promesse elettorali. Per questo motivo vogliano mettere gli amministratori locali di fronte a delle responsabilità concrete. Da assumere subito e decidere se stare al fianco dei cittadini e delle comunità che si oppongono al rischio trivellazioni nell’area della Martesana e nell’est milanese, o decidere di fiancheggiare trivellatori, cementificatori e speculatori che antepongono l’interesse privato all’interesse collettivo”. Un appello forte nato dall’esigenza di spostare l’attenzione su un problema reale come quello del rischio trivellazioni ad est di Milano, in merito al quale la trasparenza degli atti risulta insufficiente.

Il permesso di ricerca “Melzo” è un territorio compreso in un’area di 182 chilometri quadrati tra il milanese ed il cremonese, che il ministero dello Sviluppo economico – in data 14 giugno 2013 – ha attribuito alla società americana Mac Oil spa. Entro la metà di giugno 2014 la Mac Oil dovrebbe iniziare – se non lo ha già fatto – le prime indagini geofisiche con tecnica vibroseis ed entro fine anno, se necessario, la richiesta di perforazione di due pozzi esplorativi, come da progetto preliminare ambientale. Ad oggi però non si hanno notizie sullo stato di avanzamento dei lavori ed ogni richiesta in merito inoltrata a Regione Lombardia ed alla stessa società non ha ottenuto alcuna risposta. Il territorio a rischio trivellazioni, comprende il “Parco Alto Martesana”, il Parco del Rio Vallone, una parte del Parco del Molgora e i Parchi regionali Adda Sud e Nord, e confinanti con le Sorgenti della Muzzetta e col Parco agricolo Sud Milano. Aree di importante valenza paesaggistica e naturalistica, con presenza di risorse idriche strategiche.

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