La “Carta di Termoli” contro lo Sblocca Italia

“Per i mari puliti e la loro economia, contro le trivelle e il petrolio”. Per cercare di tener fede a queste promesse 5 Regioni – Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Sicilia – hanno firmato la “Carta di Termoli”. Ribadita la necessità di impugnare l’articolo 38 della Legge “Sblocca Italia”.

Il 12 dicembre 2014, nella sede municipale, è stata firmata la “Carta di Termoli”. A sottoscriverla i presidenti del Consiglio regionale e rappresentanti istituzionali di 5 Regioni adriatiche e dell’arco jonico. All’incontro, oltre al Molise, all’Abruzzo, alla Puglia e alla Sicilia, era presente anche il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Piero Lacorazza, che – a distanza di una settimana dal voto lucano con il quale si chiede al governo di modificare l’articolo 38 – ha sottoscritto invece la necessità di impugnare la Legge “Sblocca Italia” e lavorare per arrivare ad un referendum abrogativo.

“L’art. 38 – si legge in una nota diffusa dal Consiglio della Regione Puglia – è un cavallo di Troia che porta un attacco all’autonomia delle Regioni, anche su altre materie. […] Un atto di centralismo inaccettabile. […] Occorre insistere sul ricorso dell’art. 38 e sul coinvolgimento delle Regioni e poteri locali. I sindaci devono difendere i loro territori e la salute dell’ambiente. Mettiamo in campo tutte le azioni che vogliamo, nei confronti del governo nazionale e delle burocrazie governative che rifiutano il confronto con le Regioni e le comunità”.

Nella sostanza, la “Carta di Termoli” richiama integralmente le linee guida approvate dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle Regioni e delle Province Autonome lo scorso 19 settembre, richiamando al tempo stesso la nota condivisa dalla stessa Conferenza successivamente alla conversione in legge del decreto-legge “Sblocca Italia”, con la quale viene dimostrato che, l’attenuazione del coinvolgimento delle Regioni nel processo decisionale determina elementi di incompatibilità con l’assetto e la ripartizione dei poteri costituzionalmente sanciti.

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