In Basilicata il business energetico è bipartisan

In seguito alla “fresca” approvazione a maggioranza dello schizofrenico Piear (Piano di Indirizzo Energetico Ambientale Regionale) della Regione Basilicata – che con ben 4000 MW di potenza disponibile si concede alle maggiori società private operanti in Italia ed in Europa – si sono automaticamente aperti alcuni inquietanti scenari che conducono a numerose multinazionali dell’energia, ai loro progetti di impianti di produzione ed ai loro connessi interessi.

È il caso della società Bradano Energia srl, con sede a Milano in via Fara 28 ove ha sede anche la società Electra Italia spa, partecipata per l’80% dal colosso energetico svizzero BKW e per il 20% da quello tedesco EON. Di recente, proprio il colosso energetico svizzero BKW ha annunciato, su diverse pubblicazioni di settore in lingua tedesca presenti in Svizzera, la propria intenzione di costruire la mega-centrale termoelettrica di Irsina da 400 MW. La società Bradano Energia srl, titolare del progetto, rappresenta però solo la parte visibile degli interessi che ruotano attorno al business energetico lucano, che si presenta con il solito gioco di “scatole cinesi” che coinvolge società, procacciatori d’affari ed anche esponenti politici appartenenti ad opposti schieramenti. Infatti, alla Bradano Energia S.r.l. È riconducibile un capitale sociale iniziale di soli 10.000 euro interamente sottoscritto dalla società londinese Power Consulting Company, al centro di alcune inchieste delle Procure calabresi ed abruzzesi per condotte illecite operate al fine di consentire il rilascio delle autorizzazioni per centrali di produzione di energia anche in queste regioni dal suo amministratore, il noto uomo d’affari Giuseppe D’Anna, sostenuto a sua volta dalla multinazionale svizzera BKW.

Sembra un cerchio che si chiude, in merito al quale l’assessore regionale all’Ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico, dice di non essere a conoscenza né delle “iniziative compromissive del valore paesistico del territorio di Irsina” né dell’esistenza del progetto della Bradano Energia srl. Ovviamente i conti non tornano. Per quanto riguarda il vincolo paesistico, secondo l’assessore, “non risulta sufficientemente motivata la dichiarazione di interesse pubblico estesa all’intero territorio di Irsina proposta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali”. Appare a dir poco come uno degli esponenti di spicco dell’intera Giunta regionale – che ha votato all’unanimità il “parere contrario” all’apposizione del vincolo – non conosca “le iniziative” che comprometterebbero l’ambiente nel territorio irsinese, tenendo presente che con un recente provvedimento di diniego la stessa Giunta regionale ha negato, ad esempio, l’autorizzazione alla costruzione di 10 torri eoliche proposte dalla società Elica S.r.l. (30 MW), con sede legale in provincia di Salerno, in quanto il progetto possedeva una potenza eccedente il limite previsto dal Piano Energetico Regionale vigente. In merito al progetto della mega-centrale, in secondo luogo, è mai possibile che non si sia a conoscenza di un’iniziativa tutt’altro che anonima, considerando che i legali della società Bradano Energia srl. hanno presentato ricorso al TAR Basilicata – rubricato al n.178 del 23 aprile 2009 – contro l’intenzione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali di emanare un decreto di vincolo per interesse pubblico dell’intero territorio di Irsina, per mezzo di un parere che blocca di fatto la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per la realizzazione della centrale.

Ma non è solo tra le fila del centrosinistra lucano che si spinge per “sdoganare” il vincolo paesaggistico. È significativo come sulla questione siano intervenuti, rispettivamente in ordine di tempo, il consigliere regionale Pasquale Di Lorenzo – facendosi portavoce proprio nei confronti di Vincenzo Santochirico di un comitato locale sorto contro l’emanazione del vincolo – e l’onorevole Cosimo Latronico che ha rivolto al Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, un’interrogazione che chiede di non firmare il decreto di vincolo per il territorio del comune di Irsina. Entrambi militano nel PDL.

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4 commenti



  1. Antonio Nicastro - 30 gennaio 2010 at 10:07

    Compagni di merende…. e pure di colazioni, pranzi e cene……
    Hai voglia a magnà……

  2. Giuseppe Nicola Lamorte - 9 febbraio 2010 at 20:03

    Dio salvi la Lucania

    Giuseppenicola Lamorte

  3. michele lagreca - 10 febbraio 2010 at 10:47

    Buongiorno, dai vari interventi postati su questo sito ed in particolare sul sito irsinese “Michele Ianora” ho notato che la Z.I. irsinese, realizzata nel 1979, non è stata opportunamente valorizzata e sponsorizzata sino al 2003, anno quest’ultimo in cui viene presentato il progetto di realizzazione della mega centrale termoelettrica da 400MW presentato dalla Bradano Energia S.r.l.:
    progetto bocciato dalle varie istituzioni preposte (vedi ricorso al Tar Basilicata n.178/2009.
    Detto questo, gradirei risposte precise e concordanti, da chi, ovviamente, è stato protagonista nel periodo in questione, ai seguenti inerrogativi:

    -quali i criteri adottati nella individuazine del sito per la realizzazione della Z.I.e gli obiettivi da raggiungere?;

    -come mai per oltre ventanni la citata Z.I. non è stata adeguatamente ed opportunamente promossa dalle competenti istituzioni in un periodo favorito dallo sviluppo del mercato del salotto?;

    -stanti l’economia irsinese prettamente e solamente agricola e il relativo mercato agricolo in condizioni pietose, con mercuriali non remunerativi, quali sono le alternative giacchè la mega centrale termoelettrica non è gradita ed il fotovoltaico e l’eolico pare debbano seguire la stessa sorte?

    Ringrazio quanti vorranno interloquire per migliorare concretamente Irsina con proposte progettuali mirate a migliorarere l’economia locale nel rispetto dell’ambiente, del territorio e delle intraprese.
    Saluti.
    Michele Lagreca

  4. cittadino irsinese non politicizzato - 23 marzo 2010 at 21:05

    C’è da fare una precisazione.
    La scelta di considerare l’idea della costruzione di una centrale ad Irsina era sostenuta principalmente dalla giunta di centrosinistra capeggiata dal sidaco Domenico Amenta.
    A quanto ne so, l’attuale gruppo di centrodestra ha si proposto di discutere del problema del vincolo ambientale, ma questo per non uccidere definitivamente le speranze di uno sviluppo economico della città, e non, invece, per favorire la costruzione della megacentrale(potete trovarne conferma cercando su internet)

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