Centrale del Mercure, no dall’Avvocatura dello Stato

Deve essere annullato in regime di autotutela e senza indugi l’atto di autorizzazione rilasciato all’Enel per la riattivazione della Centrale del Mercure. Lo chiede all’Ente Parco del Pollino l’Organizzazione lucana ambientalista.

La pronuncia dell’Avvocatura dello Stato deve essere giunta inaspettata per Enel, ed ha quindi autorizzato l’Ente Parco a ritirare il precedente parere positivo rilasciato dalla Direzione e dall’Ente Parco per la riattivazione della Centrale del Mercure. L’Avvocatura dello Stato, infatti, ha ribadito come “l’atto autorizzativo in questione presenta profili di illegittimità e pertanto può essere annullato in regime di autotutela”. Il provvedimento dell’Avvocatura dello Stato ha considerato l’atto di autorizzazione del Parco del Pollino “espresso senza adeguata e sostanziale valutazione dei fattori di rischio”. Tra i fattori di rischio l’Avvocatura inserisce ”il disboscamento la cui incidenza non viene esaminata e valutata al presente, ma viene rimandata al futuro e rimane indeterminata”.

Questa decisione dà ragione alle tesi dell’Organizzazione lucana ambientalista riguardo ad una delle motivazioni alla base dell’insostenibilità ambientale della centrale del Mercure rappresentata, appunto, dai tagli forestali che sedicenti società collegate – con molta probabilità ad Enel – stavano per effettuare grazie ad accordi stipulati con i Comuni del Parco del Pollino. L’Avvocatura dello Stato in sostanza ha ribadito “una carenza nel provvedimento del parco circa l’istruttoria e l’analisi del fabbisogno energetico della centrale e del relativo disboscamento significando omissioni che vanno ad incidere non solo sull’opportunità, ma anche sulla legittimità del parere di compatibilità ambientale” sottolineando, inoltre, “come se da un lato l’uso del materiale legnoso per il funzionamento della centrale può configurare una centrale ecologica, l’uso proprio di questo combustibile rappresenti il maggior rischio per l’area protetta del parco perché fa prevedere con ogni probabilità, se non con assoluta certezza, che la centrale dovrebbe funzionare con la legna ricavata dal taglio degli alberi del parco del Pollino”.

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