In Inghilterra via libera al fracking e meno obblighi green per i costruttori

La Regina d’Inghilterra nel suo tradizionale discorso di apertura della sessione di lavoro del Parlamento inglese ha dato il via libera al fracking.

Il Queen’s speech, il tradizionale discorso della Regina d’Inghilterra, ha costituito l’atto di apertura della nuova sessione di lavoro del Parlamento inglese. La solennità dell’evento è stata sottolineata dallo sfarzo della cerimonia: la Regina Elisabetta è giunta infatti in Parlamento sulla nuova carrozza, da parata, detta del Giubileo del Diamante, costruita con frammenti della nave da guerra di Enrico VII “Mary Rose”, dell’albero di mele di Sir Isaac Newton e con altri oggetti provenienti della storia dell’Inghilterra.

Tanto sfarzo nell’arrivo, quanto povero l’annuncio di soli undici nuovi progetti di legge, tra cui un progetto di legge per le infrastrutture che ha messo subito in allerta gli ambientalisti e anche molti semplici cittadini. Uno dei punti del progetto di legge prevede, infatti, che l’industria del fracking potrà muoversi per cercare gas da estrarre dal sottosuolo anche nelle proprietà private dei cittadini, senza dover chiedere loro alcun permesso per iniziare gli scavi nei giardini o terreni privati. Notizia questa che ha scatenato le proteste di Greenpeace, che ha reagito con una dimostrazione alla casa di campagna del Primo Ministro David Cameron. Greenpeace ha recintato con cartelli di fracking e appeso un gigantesco assegno da 50 sterline, la misera cifra prevista per i risarcimenti a chi subirà gli scavi nel proprio giardino.

Una tecnologia quella del fracking che potrebbe mettere a rischio anche la potabilità delle acque e provocare terremoti, tanto che, nel dubbio, tra giugno 2011 e Aprile 2012 gli scavi furono interrotti in tutta l’Inghilterra, dopo che in un’area scavata si verificarono dei micro terremoti. Il report sull’incidente ha in seguito dichiarato innocuo il rischio terremoto a causa del fracking.

Altro punto dolente per gli ambientalisti riguarda la costruzione di nuove abitazioni a impatto zero. Una legge prevedeva che tutte le nuove costruzioni entro il 2016 dovessero attenersi allo standard impatto zero. Ecco però che il nuovo disegno di legge esenta oggi i piccoli progetti di abitazioni e consente così ai costruttori una via di fuga da questi obblighi green. Basta che le emissioni siano del 44% più basse rispetto ai livelli del 2006 e che si contribuisca per il resto con schemi verdi alternativi valorizzati a un tasso che va dalle 38 alle 90 sterline per tonnellata di carbonio salvaguardato. A consolare gli ambientalisti arriva almeno una buona notizia. In autunno anche in Inghilterra i sacchetti di plastica saranno a pagamento. Il costo previsto è di cinque centesimi a sacchetto, norma questa che cercherà di scoraggiare i consumatori dallo spreco di plastica.

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