Tra gli emendamenti allo “Sblocca Italia” divieto per il fracking

Tra le proposte emendative discusse ed approvate al testo del decreto n.133 del 12 settembre 2014 – che la mattina del 18 ottobre ha ottenuto l’ok da parte della Commissione ambiente – c’è anche il divieto di utilizzare la tecnica del fracking nel nostro Paese. Ora lo “Sblocca Italia” arriva in Aula il 20 ottobre e vedremo se la norma resterà o verrà cancellata.

L’emendamento in questione, chiede la modifica dell’articolo 144 del decreto legislativo n.156 del 3 aprile 2006 – richiamata dall’inserimento del comma 11-bis dell’articolo 38 – riguardante il divieto di “ricerca e estrazione di shale gas e shale oil e il rilascio dei relativi titoli minerari. A tal fine è vietata qualunque tecnica di iniezione in pressione nel sottosuolo di fluidi liquidi o gassosi, compresi eventuali additivi, finalizzata a produrre o favorire la fratturazione delle formazioni rocciose in cui sono intrappolati lo shale gas e lo shale oil”. Tutto questo “ai fini della tutela delle acque sotterranee dall’inquinamento e per promuovere un razionale utilizzo del patrimonio idrico nazionale, tenuto anche conto del principio di precauzione per quanto attiene il rischio sismico e la prevenzione di incidenti rilevanti”. Premesso questo, “I titolari dei permessi di ricerca o di concessioni di coltivazione comunicano entro il 31 dicembre 2014 al Ministero dello Sviluppo Economico, al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, all’istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, i dati e le informazioni relative all’utilizzo pregresso di tali tecniche per lo shale gas e lo shale oil, anche in via sperimentale, comprese quelle sugli additivi utilizzati precisandone la composizione chimica. Le violazioni accertate delle prescrizioni previste dal presente articolo determinano l’automatica decadenza dal relativo titolo concessorio o dal permesso”.

Sembrerebbe un divieto per la tecnica del fracking nel nostro Paese, arrivato dopo che la Commissione Bilancio della Camera – lo scorso 10 ottobre – ha espresso parere negativo al divieto per l’uso della fratturazione idraulica inserito dalla stessa Commissione Ambiente nel Collegato ambientale alla legge di Stabilità 2014, adducendo come motivazione l’impossibilità ad “escludere effetti finanziari negativi derivanti (da questo divieto, ndr) dalla prevista automatica decadenza dalle concessioni e dai permessi in essere”.

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