Enel compra lo shale gas Usa. E l’ambiente?

Nell’annuncio agli investitori Cheniere Energy conferma di aver stretto gli accordi per 20 anni con Enel e Endesa (controllata spagnola dell’azienda semistatale italiana) per un totale di circa 3 miliardi di metri cubi di gas l’anno. A Enel, e quindi in Italia, andrà un terzo della fornitura pari a 1 miliardo di metri cubi. Il resto sarà consegnato in Spagna a Endesa.

L’idrocarburo verrà estratto dai giacimenti di shale gas texani e poi liquefatto e imbarcato sulle navi metaniere nel terminale, sempre texano, di Corpus Christi. Un terminale che ancora non c’è, è in costruzione. Ciò toglie immediatamente di mezzo ogni ipotesi che lo “shale-gnl” americano possa rimpiazzare il gas convenzionale russo che oggi transita dall’Ucraina.

Se il prossimo inverno la situazione diplomatica tra Kiev e Mosca non avrà trovato una soluzione pacifica non ci sarà alcun gas americano a sopperire al buco nelle forniture provenienti da est. Molto probabilmente il terminale texano sarà in grado di rifornirci di gas tra il 2018 e il 2019. Ci sarebbe anche molto da discutere sull’impatto ambientale di questa fornitura di gnl: lo shale gas, già in fase di estrazione, è molto più impattante sul clima e l’ambiente rispetto al gas convenzionale. L’energia necessaria a liquefarlo a bassissima temperatura e a trasportarlo dal Texas all’Italia non farà altro che peggiorare la performance ambientale di questo gas.

L’unico vantaggio di questo accordo è economico, e sarà tutto per Enel-Endesa: lo shale gas americano, al momento, ha prezzi sul mercato molto più bassi del costosissimo gas russo comprato dagli europei tramite gli ormai famigerati contratti “take or pay”. Ma anche dell’ipotetico shale gas made in Europe. E questo, per il gruppo Enel, è estremamente importante: con tutte le centrali elettriche a ciclo combinato a gas italiane che lavorano a mezzo servizio, a causa della ormai nota crisi del termoelettrico (si vedano i dati del primo trimestre sul mix energetico italiano), far scendere i prezzi del combustibile è forse l’ultima speranza di sopravvivenza per gli operatori.

Nel 2019 dovrebbe arrivare il gas americano in Italia e dovrebbe essere già entrato a pieno regime il mercato delle capacità, grazie al quale pagheremo le centrali a gas ormai inutili anche per l’energia che non producono. Vedremo quante centrali a gas saranno ancora attive nel 2019 nel nostro paese.

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