Eolico in Basilicata, ripristinare le regole

La proposta di Legge di Moratoria lanciata dall’Organizzazione Lucana Ambientalista, per nome e per conto di movimenti ed associazioni – anche di carattere nazionale – e presentata in Consiglio Regionale dalla consigliera Emilia Simonetti, del Partito della Rifondazione Comunista – pone alla luce dell’infuocato dibattito delle ultime settimane un’iniziativa di tutela del territorio lucano e di ripristino della legalità, fondata sul carattere della lungimiranza programmatica ambientale.

Sulla scia di un soffio di vento, la Regione Basilicata tarda però nell’adottare misure urgenti finalizzate a ripristinare regole e legalità. Un profondo smarrimento, questo, che assomiglia più a una sottomissione alle società del vento che – attraverso la pratica delle autorizzazioni uniche e i ricorsi ai Tar – dominano incontrastate fette di territorio regionale ove vigono norme di tutela nazionali e regionali. I dipartimenti preposti regionali non adottando la Legge di Moratoria, si è vista “costretta” a subire le sentenze dei Tribunali Amministrativi Regionali, nonché le pressioni delle società, esercitate attraverso il ricatto di risarcimenti milionari.

È il caso della sentenza di ottemperanza emessa dal Tar di Basilicata sul ricorso delle compagnie Risorse Energetiche Project e Laut Engineering che – a causa del silenzio-rifiuto della Regione Basilicata “hanno obbligato” la stessa a pronunciarsi e ad autorizzare quindi gli impianti per il Comune di Rotondella e Campomaggiore. Queste nuove vicende fanno emergere l’incomprensibile rinuncia regionale alle proprie prerogative di programmazione, vanificando la grande occasione di ripristinare le linee guida regionali attraverso l’adozione della moratoria sull’eolico. Non ci sono dubbi che siamo di fronte alla necessità di imboccare una decisa inversione di tendenza, proiettandoci verso la tutela degli ecosistemi, così come dimostrano le numerose aree protette e zone tutelate dall’Unione Europea. Serve, quindi, una seria programmazione per il corretto inserimento dell’eolico sul territorio regionale, oggi purtroppo inesistente, con l’adozione di misure specifiche nel Piano Energetico Regionale, al fine di fissare le quote di energia, individuare siti ottimali e ricavare energia rinnovabile dal vento con buona pace per l’ambiente, degli ambientalisti e delle stesse società.

Purtroppo, però, il problema del ritorno alla legalità riemerge quando dal Monte Paratiello di Muro Lucano numerosi comitati, associazioni e partiti politici facenti parte anche della maggioranza di governo regionale decidono di opporsi all’ennesima autorizzazione per la realizzazione di una wind farm che sfiora una ZPS (Zona Protezione Speciale). Un vero e proprio “muro lucano” si erge dunque da quei crinali e rischia di portare ad una crisi politica nella maggioranza di governo regionale, facendo riemergere una questione che da qualche parte viene interpretata come un “errore di analisi logica”; un falso auspicio che l’eolico possa colmare il deficit energetico del Paese e della Basilicata.

La grande occasione per questa regione arriverà da un epilogo di scelte coraggiose preso a modello da seguire nel resto del Paese o saremo costretti a subire i soliti interessi delle lobby che equivalgono ad una sterile sottomissione dei nostri amministratori regionali e locali?

Condividi questo articolo

Commenta questo articolo

Your email address will not be published.