Calabria, le associazioni dicono di no all’eolico selvaggio

Italia Nostra, Altura, Enpa, Lipu, Legambiente, WWF, Arci, Co.Ver.Kr, Movimento Terra Aria Acqua Libertà in una missiva inviata al Governo e agli Enti locali hanno chiesto l’adozione di un piano energetico che disciplini la presentazione di progetti altamente impattanti per il territorio e limitanti il suo sviluppo agricolo e turistico.

Un intervento che deve passare necessariamente per l’eliminazione della “anomalia tutta italiana dei Certificati Verdi (tra i più costosi al mondo, ndr), incentivi che hanno favorito una speculazione vergognosa, avendo trasformato le fonti di energie rinnovabili, che avrebbero dovuto salvare il pianeta dall’effetto serra e dall’inquinamento, in occasioni di interventi dagli effetti disastrosi: desertificazione, scomparsa della biodiversità oltre che danni consistenti al paesaggio oltre che all’economia turistica ed agricola” e per scelte “virtuose e intelligenti”, in controtendenza alla prassi adottata in Italia negli ultimi anni.

Un Paese, il nostro, dove si è assistito – nonostante la mancanza di un piano energetico nazionale – all’enorme incentivazione dell’economia verde (Green Economy, poco green e molto economy, ndr), in ottemperanza al Protocollo di Kyoto ed agli accordi tra Paesi europei i quali prevedono che – entro il 2020 – il 17% del consumo elettrico dovrà venire da fonti rinnovabili. “Una corsa alla produzione di energie rinnovabili da mega-eolico e mega-fotovoltaico in forme industriali, alimentando una forte speculazione, la cui incidenza sulle finanze pubbliche e sulle tasche degli italiani si è fatta pesantemente sentire”, denunciano le associazioni. La deriva di questa speculazione ci parla di numerose inchieste penali, infiltrazioni malavitose, corruzione e pesantissimi danni all’ambiente, al paesaggio, alla biodiversità e alla salute dei residenti. Intere “zone franche” messe a dura prova.

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