Fracking: acqua cancerogena venduta agli agricoltori

Le acque reflue dell’industria petrolifera e del fracking vendute agli agricoltori per irrigare i campi. Secondo i funzionari statali e locali della California è un’ottima idea in questi tempi di siccità interminabile. E anche i petrolieri sono ben contenti di lucrare sulla scarsità di risorse che sta mettendo in ginocchio il Paese da più di tre anni.

Il gigante del petrolio Chevron ricicla 80 milioni di litri di acqua ogni giorno e li vende agli agricoltori che innaffiano circa 8.500 metri quadri di colture, il 10% dei terreni agricoli di Kern County. Il programma di riciclo dell’acqua usata nelle estrazioni del petrolio non è iniziato con la siccità, ma dura da venti anni. È solo negli ultimi tempi però, che molte compagnie energetiche impegnate nel settore stanno chiedendo permessi per aderire. Tutto questo interesse ha sollevato preoccupazioni sulle misure di sicurezza previste dalla legge per prevenire contaminazioni da sostanze chimiche tossiche impiegate nel processo estrattivo. Ma per la prevenzione è già troppo tardi.

Fino ad ora, infatti, le autorità governative hanno richiesto test limitati sulle acque reflue per l’irrigazione, controllando tossine naturali come sali e arsenico e affidandosi a standard di monitoraggio decennali, grossolani e inadatti a censire la gamma di prodotti chimici utilizzati nella moderna produzione di petrolio.

Nessuno sa in che misura siano state contaminate le coltivazioni. Gli agricoltori possono testare le colture alla ricerca di parassiti o malattie, ma non verificare la presenza di sostanze chimiche nell’acqua. Devono affidarsi al controllo dei regolatori statali e locali. Ma gli esperti dicono che i test sull’acqua devono essere estesi.

Il mese scorso, la Central Valley water authority, che regola il programma di riciclaggio dell’acqua, ha comunicato a tutti i produttori di petrolio le nuove esigenze: entro il 15 giugno andranno condotti test più ad ampio spettro e fatto il censimento delle sostanze chimiche previsto dalle nuove normative sul fracking. La legge, approvata in California nel 2014, richiede alle compagnie petrolifere di elencare i composti adoperati nei processi di estrazione, che sono almeno 700.

Negli ultimi due anni, Scott Smith, scienziato del gruppo di pressione Water Defense, fondato dall’attore Mark Ruffalo, ha analizzato campioni dell’acqua di scarto venduta da Chevron agli agricoltori. Ha scoperto un alto livello di tossicità dovuta a composti nocivi tra cui acetone e cloruro di metilene, insieme a residui di petrolio. Si tratta di solventi utilizzati per sgrassare attrezzature o ridurre la densità del greggio: il cloruro di metilene è un potenziale cancerogeno.

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