Fracking, Obama: è giunto “il momento della verità”

L’amministrazione del presidente Usa Barack Obama ha pubblicato lo scorso marzo un libro bianco sul clima intitolato “Strategia per la riduzione delle emissioni di metano”.

Il documento delineava una strategia tesa a ridurre significativamente le emissioni di metano risultanti dalle attività di estrazione di idrocarburi tramite fratturazione idraulica (“fracking”), che sono a tutti gli effetti il motore del nuovo boom petrolifero statunitense.

Il documento annunciava che l’Agenzia per la tutela ambientale Usa (Epa) avrebbe stabilito entro l’autunno un quadro normativo credibile per il contenimento delle emissioni. L’autunno e’ arrivato, ricorda sul “New York Times” l’opinionista Joe Nocera, e stando alle voci di corridoio, l’amministrazione e’ effettivamente in procinto di delineare una strategia. Gli annunci ufficiali dovranno attendere la conclusione delle elezioni di medio termine di novembre, ma “se l’amministrazione sapra’ intraprendere la strada giusta, le emissioni di metano nell’atmosfera potrebbero calare del 40 o 50 per cento entro i prossimi cinque anni”, abbastanza da rendere il gas naturale un’alternativa “pulita” credibile al carbone.

Se invece Washington decidesse di retrocedere, magari affidando la riduzione delle emissioni a una scelta volontaria degli operatori di settore, una delle piu’ importanti promesse dell’amministrazione Obama verrebbe disattesa. Il metano, ricorda Nocera, e’ 86 volte più dannoso per l’atmosfera dell’anidride carbonica in un arco temporale di 20 anni, e per questa ragione, gli ambientalisti chiedono un bando totale del fracking: una richiesta che, “realisticamente parlando, non potrà mai essere accolta”.

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