La tragica di morte di Gabriele Sandri, 26 anni, tifoso della Lazio è l’ennesimo episodio che macchia di sangue il mondo del calcio e la società civile. Un’escalation di violenza ed irresponsabilità, dimostrazione che, purtroppo, non è cambiato nulla. C’è chi ha parlato di un tragico errore da parte dell’agente di Polizia coinvolto. Ma come si fa a sparare ad altezza d’uomo? I fatti devono essere chiariti con immediatezza e le situazioni di responsabilità necessariamente delucidate. Il drammatico accadimento di domenica mattina deve indurci ad una profonda riflessione. Non giustificare la degenerazione delle tifoserie perentoriamente accanitesi contro le forze dell’ordine, su altri campi di calcio, è sicuramente un modo per prendere le distanze da chi allo stadio va per generare guerriglie. Al tempo stesso, le risposte dovute, da parte delle istituzioni del calcio e del nostro Paese, consentendo il quasi regolare svolgimento della giornata di campionato, non è stato certamente un segnale positivo, nè tantomeno i provvedimenti presi lo scorso anno dopo “la guerra di Catania” hanno dato il loro frutto. Il campionato andava fermato a tempo indeterminato. Senza mezzi termini, senza esitazioni. Credo, con rammarico, che la situazione non si voglia risolvere: il danno economico per le società di calcio sarebbe enorme. Ormai tutto è interesse, guadagno, business, speculazione.



4 Commenti
Nicola Monteleone
12/11/2007 at 10:37astronik
12/11/2007 at 23:52Viler
13/11/2007 at 16:56100 MILIONI DI TONNELLATE
15/11/2007 at 18:09