Stoccaggio gas in Val Basento, arriva la diffida

L’Associazione Ambiente e Legalità ha inviato al sindaco di Ferrandina, al Ministero dello Sviluppo economico, ai presidenti di Regione e Provincia la diffida sul progetto della Geogastock.

Sono quattro i punti fondamentali del documento: in primo luogo il «mancato rispetto della Direttiva Europea 2006/21 che impone al progetto di uniformarsi alla Normativa Europea sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose. L’art. 5 regola i tempi e le modalità di gestione dei rifiuti, prevedendo l’obbligo di elaborare, già in fase di progetto, un Piano di gestione degli stessi.

Diversamente, il progetto Geogastock mostra una evidente e grave carenza in merito a tale obbligo; anzi, diventa inquietante la lettura dell’ Allegato 8.1 del SIA del progetto stesso, laddove si afferma che nella zona nord dell’area, dove è prevista l’ubicazione della Centrale di compressione e trattamento del gas, saranno previste le vasche di trattamento delle acque.comprendenti una “vasca di decantazione acque semi – oleose per il recupero dell’olio e il convogliamento delle acque chiare a dispersione nel terreno”». E ancora il «mancato rispetto della Direttiva Europea 92/43/CE come recepita dal Decreto legislativo n.152 parte sesta dell’anno 2006 che detta misure atte ad assicurare il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali. Nel rispetto di tale direttiva, il Piano regolatore del Comune di Ferrandina ha definito le aree di riperforazione dei pozzi, rispettivamente come zona di riserva naturalistica floro – faunistica, zona boscata a finalità produttive e vivaistiche e di miglioramento boschivo e zona di insediamenti turistici – agro turistici e ricettivi con attrezzature sportive per il tempo libero. Il Progetto Geogastock, invece, è totalmente carente nella parte di valutazione quali-quantitativa del danno arrecabile, al patrimonio naturale, con la riperforazione dei pozzi ed il rifacimento del metanodotto ». Ambiente e Legalità, inoltre, ravvisa «l’incompatibilità dell’opera con il Piano regolatore del Comune di Ferrandina, in cui non figurano esistenti i pozzi oggetto di riperforazione. A tal proposito la Legge della Regione Basilicata n. 23 del 1999 prevede, all’art. 27, che gli Enti titolari di pianificazione di cui all’art. 5 e 6 primo comma, in relazione alla necessità di realizzare interventi pubblici e/o di interesse pubblico non previsti dalla propria pianificazione, convochino una conferenza di localizzazione». Inoltre secondo l’Associazione Ambiente e Legalità è evidente «la persistente carenza del Piano di qualità dell’aria da parte della Regione.

A tal proposito si osserva che la Regione Basilicata non ha ancora provveduto a dotarsi di un piano della qualità dell’aria. Data la particolare concentrazione di diversi progetti industriali ad alto inquinamento atmosferico nell’area interessata dal progetto, si ritiene non sufficiente, per la tutela della salute pubblica, la generica applicazione della normativa di settore. Infatti, l’area di progetto della centrale di compressione gas è immediatamente adiacente sia all’area di una centrale elettrica da 400 MW, sia all’area di una centrale elettrica da 10 MW, già autorizzata dalla Provincia. Una compresenza che impone, l’obbligo di uno studio serio e d approfondito sui gravi effetti concomitanti di cui nessuno dei Progetti tiene conto. L’omissione di tale studio, potrà essere causa di gravi disastri ambientali e irrimediabili danni alla salute per le popolazioni residenti».

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