La Germania apre al fracking

Dopo anni di periodiche conferme e smentite, il governo tedesco ha preparato un progetto di legge per autorizzare il fracking.

A riportare la notizia è il quotidiano Guardian. La bozza elaborata dall’esecutivo di Berlino rende legali le estrazioni commerciali di shale gas, tramite la controversa tecnica della fratturazione idraulica delle rocce, solo a una profondità superiore ai 3000 metri. Ma sarà nominato anche un comitato di sei esperti incaricati di vagliare le richieste di avviare le esplorazioni in siti più superficiali.

Si tratta comunque solo del primo passo di un iter legislativo che sarà oggetto ancora di discussioni e possibili cambiamenti prima del voto plenario del Bundestag, in programma a maggio. Se la bozza sarà convertita in legge, nel 2018 verrà nominato il comitato di esperti e nel 2019 saranno avviate le prime trivellazioni.

La notizia è stata immediatamente accolta con favore dagli operatori del settore dello shale, ansiosi di mettere le mani sulle riserve nel sottosuolo tedesco, valutate in 2,3 trilioni di metri cubi. Viceversa, manifestano preoccupazione gli ambientalisti, che ritengono che il governo abbia avviato una pericolosa “marcia indietro” a favore degli inquinanti combustibili fossili.

È di parere diverso Maria Krautzberger, presidente della UBA (l’Agenzia federale tedesca per l’ambiente): «È importante avere un inquadramento giuridico per il fracking», dichiara, interpellata dal Guardian. Fino a questo momento – ha aggiunto – gli accordi erano soltanto volontari e, in quanto tali, erano soggetti ad ampi margini di indeterminatezza.

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