Rifiuti, famiglie e corporazioni

La Basilicata e l’innovativa gestione dei rifiuti: discariche ed inceneritori.

Uno dei territori più depressi d’Italia, soggetto a forte disoccupazione e galoppante emigrazione, già sfruttato in diversi settori da multinazionali di ogni tipo, rischia di diventare definitivamente un hub della “monnezza”, con scelte politiche e programmatiche pronte a virare verso l’incenerimento, in nome di un’emergenza rifiuti che non ha nulla da invidiare alle vicine Calabria e Campania, regioni commissariate proprio sulla gestione dei rifiuti. Infatti, in un incontro convocato dal presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo – al quale hanno partecipato l’assessore regionale all’Ambiente, Agatino Mancusi, i presidenti delle province di Matera e Potenza, Franco Stella e Piero Lacorazza, il sindaco di Matera, Salvatore Adduce, il commissario unico degli ATO rifiuti, Sabino Altobello, oltre a funzionari e tecnici regionali – si è deciso di favorire l’intervento di capitali privati nel finanziamento dell’impiantistica.

In particolare, per quegli impianti adibiti alla trasformazione delle frazioni ad alto potere calorifico, provenienti dai sistemi di raccolta differenziata in Combustibile Derivato da Rifiuti (CDR), tanto in provincia di Matera, quanto in provincia di Potenza. L’interesse degli imprenditori privati dovrà essere verificato dalle Amministrazioni provinciali attraverso il ricorso a bandi pubblici. E ad oggi, la Provincia di Potenza ha reso noto che sono già undici le manifestazioni di interesse per la realizzazione di impianti nei quali, ad esempio, potrebbe essere convogliato il rifiuto indifferenziato da inviare successivamente al trattamento di selezione o all’incenerimento. Il neo assessore all’Ambiente, Agatino Mancusi, ha affermato che la Regione intende raggiungere ”traguardi importanti sia in termini di riduzione della spesa e sia in termini di sostenibilità ambientale”.

Effettivamente, siamo di fronte a scelte davvero coraggiose che implicano ulteriori sacrifici da parte dei cittadini, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista della salute e della tutela del territorio. Il sistema concepito dalla nuova giunta De Filippo è molto semplice: con bandi pubblici si incentivano i privati, i quali dallo smaltimento dei rifiuti traggono enormi benefici economici. Del resto la programmazione politica regionale per quanto concerne l’ambiente e l’energia, negli ultimi anni, è stata prerogativa assoluta dei privati, delle famiglie, della Confindustria e delle corporazioni. Il paradosso è compiuto. A parole si proclamano incentivi per migliorare la percentuale di raccolta differenziata, mentre nei fatti si aumenta il conferimento dei rifiuti in discarica, verso il CDR e gli inceneritori. Una politica che porterà, come già sta avvenendo, ad un ulteriore aumento vertiginoso dei costi di gestione dei rifiuti e di quelli della Tarsu (Tassa Rifiuti Solidi Urbani). Il recente rapporto sugli RSU stilato dall’Ispra, per l’anno 2009, posiziona la Basilicata agli ultimi posti in Italia per la produzione di rifiuti pro-capite all’anno. Un dato che dovrebbe portare ad un allontanamento dall’impiantistica pesante. Ma non dal territorio lucano, meta di rifiuti extraregionali, cuore di un business privato a spese del pubblico.

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