A Roma decidono di “petrolizzare” la Basilicata

Oggi il presidente della Giunta Regionale della Basilicata, Marcello Pittella, incontrerà il ministro allo Sviluppo economico, Federica Guidi, dopo aver ottenuto a maggioranza, dal Consiglio regionale, il lascia passare sulla cosiddetta “risoluzione petrolifera”.

L’incontro tra il ministro ed il governatore cade dopo pochi giorni dalle dichiarazioni rilasciate al Messaggero da Romano Prodi – ex presidente del Consiglio, nonché consulente delle compagnie petrolifere e tra i fondatori di Nomisma Energia – il quale afferma che “abbiamo importanti giacimenti di petrolio in diverse zone del Paese, molto spesso localizzate nelle regioni più svantaggiate del Mezzogiorno, che purtroppo sono fortemente sottoutilizzata”. Una linea ovviamente sostenuta dal governo bipartisan di Matteo Renzi. “Non capisco perché dovremmo precluderci la possibilità di utilizzare queste risorse, pur mettendo la tutela dell’ambiente e della salute al primo posto”, ha aggiunto la Guidi, che in data odierna riceverà da Pittella l’adesione della massima istituzione regionale ai disegni del governo Renzi, che porteranno la Basilicata a ricoprire il ruolo “hub energetico” centro meridionale del gas e del petrolio. Ma quale sarà il prezzo che i lucani dovranno pagare per “sacrificare” il proprio territorio agli interessi strategici nazionali?

Il ministro allo Sviluppo economico, coerentemente con quanto dichiarato da Romano Prodi sulle ricerche di idrocarburi e le perforazioni in mare, sottolinea che “per l’Adriatico è stato emanato nel 2013 un decreto di rimodulazione delle aree marine aprendo nuovi spazi di ricerca. Abbiamo insomma disciplinato dove è possibile intervenire e dove no. Tutto questo in attesa del recepimento della Direttiva europea del 2013 sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi”, al fine di velocizzare le attività petrolifere ed “evitare che la moratoria ci faccia perdere ulteriori opportunità. Dato che tutto il mondo lo fa, non capisco perché dovremmo precluderci la possibilità di utilizzare queste risorse, pur mettendo la tutela dell’ambiente e della salute al primo posto”. Il ministro Guidi finge di non conoscere cosa il petrolio ha portato alla Basilicata in termini di impatti ambientali e sanitari sui residenti, mentre- sullo sfondo – si cerca ancora di minimizzare ed accusare di “allarmismo” chi denuncia l’insostenibilità ambientale dello smaltimento dei reflui petroliferi nelle falde e nei fiumi (è in atto un vera e propria strategia intimidatoria, ndr) con ricadute negative socio-economiche rilevanti, dovute al raddoppio delle estrazioni previste dal Memorandum siglato dall’ex presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, usato come “merce di scambio” per posizionamenti politici della classe dirigente lucana a vari livelli.

Intanto alle ore 18, a Viggiano, si parlerà di VIS (Valutazione di Impatto Sanitario), mentre da ieri sera comitati, associazioni e cittadini sono in presidio permanente di fronte ai palazzi regionali di Via Verrastro a Potenza, per protestare contro le politiche governative nazionali e regionali che vogliono asservire la regione ed il suo territorio agli interessi delle compagnie petrolifere. Tutto questo accade alla vigilia del voto europeo e delle amministrative in molti comuni, anche della Val d’Agri e nella Valle del Sauro. Aree già occupate dalle trivelle petrolifere delle compagnie minerarie che mirano ora a trivellare l’intera regione.

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