Sceriffi e contee

12/04/2010





Discariche di rifiuti nei Calanchi lucani; ritardi imperdonabili e lesivi – per il territorio e la salute dei cittadini – nella bonifica di un’area industriale, ieri polo chimico oggi polo inquinato; industrializzazione e reindustrializzazioni fallite; colpevoli silenzi sullo stoccaggio di gas russo in Val Basento, gestito dalla società Geogasstock Spa; una megadiscarica di rifiuti speciali in località Venita (Basento Ambiente S.r.l.); un inceneritore (IEA); un centro di compostaggio e produzione del CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti); un impianto di rigenerazione di oli esausti (società Ecoil) delle estrazioni di petrolio e di gas; megacentrali lungo l’asse Basentano, aree diaframmate; sponsorizzazioni “illustri” per le serate estive ad opera di Geogasstock, Veolia, Mythen, Gruppo Iulia, Ecoil e così via.

E’ questo lo scenario che fa da sfondo a Ferrandina, piccolo centro della provincia di Matera, come ce ne sono tanti in quel lembo di Basilicata, dove il business di multinazionali e la mala-amministrazione stanno contribuendo a seppellire. Presto un cimitero, tra emigrazione e morti di tumore, come ce ne sono tanti in una regione dove all’emergenza ambientale si è aggiunta un’emergenza democratica.

Il sindaco di Ferrandina, Raffaele Ricchiuti, non ha usato mezzi termini nel commentare una recente inchiesta di Andrea Spartaco, amico e giornalista freelance, che dalle pagine de Il Quotidiano della Basilicata ha denunciato la mancata bonifica di una discarica in località Casaleni di Ferrandina, dove i rischi per la salute sono evidenti. Il primo cittadino, con una lettera aperta pubblicata sullo stesso quotidiano ed una serie di manifesti con tanto di logo comunale, ha provveduto ad accusare Andrea e i responsabili dell’associazione locale Ambiente e Legalità di allarmismo. Accuse condite da inaccettabili intimidazioni, estese ai loro familiari. Ho avuto l’impressione, condivisa da più parti, di vivere in un far west, di contee e di sceriffi.

Se le condizioni ed i metodi utilizzati sono questi, se la risposta ad una denuncia giornalistica in difesa di una collettività costantemente minacciata, se la risposta di un sindaco responsabile e garante della tutela di una comunità e della salute dei cittadini e se le risposte istituzionali sono riassunte in una manciata di “volgari” pensieri di libertà, c’è seriamente da preoccuparsi. E lo siamo. Un po’ meno chi continua a vincere le elezioni, votato da chi è quotidianamente sotto ricatto.

© RIPRODUZIONE VIETATA

Tag: , , ,

Tematica: Basilicata, Ossopensante | RSS 2.0 You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.

Un commenti

Lascia un commento