La lunga marcia verso Cascina Gobba

02/12/2008





Una delle prime cose che mi sono state dette, quando decisi di trasferirmi a Milano fu: “Lassù, per quanto riguarda i trasporti, sembra di stare in Svizzera. E tu, con i tuoi tempi “napoletani”, ti troverai male!”. A distanza di tre mesi, mi viene da sorridere. Incidenti, scioperi, disagi: quanto basta per cambiare l’immagine collettiva che si ha della Grande Mela italiana. Questa mattina (2 Dicembre 2008: ndr), al mio arrivo in stazione metro, mi accorgo di una strana agitazione. La notizia è presto appresa: deragliamento di una metropolitana nei pressi di Cascina Gobba, in un tratto interessato da “ammodernamento” della rete. Possibili cause: uno smottamento. Che faccio? Chiedo lumi ad un controllore, ma le sue informazioni risultano essere poco fondate; condivido l’accaduto con una signora, ma credo sia ancora convinta che in Lombardia le metropolitane non possano deragliare. Arrivato nella prima stazione utile – Vimodrone – invano cerco di individuare il servizio sostitutivo per by-passare la tratta bloccata, ma anche qui, la mia delusione è tanta. Così, pian piano, mi avvio a piedi. Su molti giornali online, unitamente a chi traccia un quadro disastroso, a chi parla di mancata strage, c’è anche chi ci riporta che i disagi sono stati comunque contenuti. Falso. E’ vero che nel giro di un’ora è stata ristabilita la percorrenza anche se su binario unico, ma pensate che migliaia di persone accalcate in un treno significhi ristabilire le cose? Pensate che la bassa frequenza dei servizi di collegamento temporanei significhi ristabilire lo status normale? Mentre sul sito ufficiale dell’Azienda Trasporti Milanesi (Spa!) passa una nota che annuncia la regolarizzazione del servizio dalle 13:30, c’è chi si lamenta ancora dei disagi. Credo che il presidente di Atm, Elio Catania – sul quale “pendono” non poche storie carine – dovrebbe dimettersi.

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