Censura legale
13 febbraio 2008
Manco a farlo apposta, mentre nel precedente post continuano le discussioni sulla libertà d’espressione, sulla censura, sull’etica del buon giornalista, sul precariato, su certa stampa accomodante – nella mia casella di posta elettronica – ricevo una missiva di Paolo Barnard, dal titolo “Censura legale” (.doc). Il Giornalista, collaboratore di Report da molti anni, è protagonista di un vero e proprio “calvario” legale, nato da una sua “piccante” inchiesta contro la criminosa pratica del comparaggio farmaceutico. Tutto questo è assurdo, considerando che anche la Gabanelli non ha esitato a prendere le distanze dal collega. Siamo di fronte all’ennesimo diktat che zittisce le voci libere del nostro Paese. Mi viene in mente il caso di Carlo Vulpio, cronista del Corriere della Sera, anch’egli costretto al silenzio sulle inchieste condotte dal Pm, Luigi De Magistris, “Why Not” e “Toghe Lucane”, che si aggiunge ad altri simili episodi. Fatti gravissimi degni di un paese che risulta agli ultimi posti nel mondo per libertà di informazione. I potenti non gradiscono l’autonomia di pensiero. Senza la libertà di stampa, capace di stimolare un’opinione pubblica attenta e critica si consegna sempre di più l’Italia alla dittatura dei soliti vecchi.
Commenti
20 commenti per l'articolo “Censura legale”
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13 febbraio 2008 | 22:34
Ho letto l’articolo…. o meglio, l’appello disperato di Barnard (se ci pensi bene sembra proprio così). Ed ho letto anche altre cose di Barnard (Tipo Sul V-day di Grillo). E’ strano che qualcuno che voglia veramente fare un lavoro come quello per cui tantissimi altri sono pagati profumatamente (per farlo male), venga messo in situazione veramente drammatica. A questo punto sono davvero sconcertato…. ma se andiamo avanti di questo passo, rischiamo davvero di non poter dire più nulla! Neppure al Bar (figurati via blog). Ecco la tattica del potere: tenere al guinzaglio l’informazione per evitare che l’opinione pubblica possa prendere coscienza della realtà e delle proprie libertà. Sono sconcertato, non so che dire.
14 febbraio 2008 | 18:28
Nathan, l’opinione pubblica non esiste. Essa è diretta manifestazione del potere che, per assoggetare le masse, la crea e la distrugge.Essa stessa è la linfa di cui il potere si alimenta.
14 febbraio 2008 | 19:13
@ anonimo.
Forse non mi sono spiegato bene sul concetto di opinione pubblica…. allora, lascio un link per provare a chiarire
http://www.disinformazione.it/lettera_paolo_barnard.htm
e poi, volendo, possiamo riparlare di opinione pubblica…. come la intendo io!
14 febbraio 2008 | 19:14
http://www.disinformazione.it/lettera_paolo_barnard.htm
Il link che ho lasciato, forse, serve per chiarire il mio concetto di opinione pubblica. Dopo, se ne può parlare. O, forse, ne farò un post sul mio blog…. chissà!
14 febbraio 2008 | 19:16
Niente. Allora il link lo continuo così
/lettera_paolo_barnard.htm
14 febbraio 2008 | 22:23
Chiariamo ogni dubbio, se me lo consentite. L’opinione pubblica, certamente esiste. E un “certo” Walter Lippmann, certo non sconosciuto ne è stato il maggiore teorico e studioso. Egli ci dà una definizione di opinione pubblica ben definita, che vi mette d’accordo tutti e due. Dice che l’opinione pubblica è quell’insieme di immagini in base alle quali agiscono gruppi di persone o individui che agiscono in nome di gruppi. Poi, viene introdotto il concetto di “ambiente invisibile” all’interno del quale “operano” e “vivono” questi gruppi di persone che ricevono appunto delle immagini da un ambiente che non conoscono direttamente. A questo punto, il nodo principale della nostra discussione è quello di scoprire, conoscere ed analizzare gli ostacoli di vario genere che limitano l’accesso di tutti all’ambiente invisibile. E qui potremmo collegarci al discorso di “anonimo” che ci dice che l’opinione pubblica è la diretta manifestazione del potere. E’ vero. Considerando anche la possibilità di utilizzare l’arma della propaganda. Ma è anche vero, che chi appartiene alle voci fuori dal coro, fa parte di altri gruppi di persone che la pensano in maniera differente. Che hanno un’opinione. Abbiamo più opinioni. Quella “pubblica”, poi, è esclusivamente riferibile alla classe dominante che “orienta” i pensieri. Se Berlusconi vince le elezioni, l’opinione pubblica lo avrà sostenuto.
15 febbraio 2008 | 11:00
Ottima citazione quella di Lippmann. Ma il mio discorso (non sono un intellettuale, sia chiaro) è di più ampio respiro. Parto dalla considerazione di Barnard (purtroppo ho potuto indicare il link in questione un po’ spezzettato) sulla necessità delle persone di formarsi una idea in base a fatti il più possibile oggettivi. E la mia rabbia viene dal fatto che chi abbia voglia di farsi una opinione su determinati argomenti, debba mettersi alla ricerca a tentoni nel mondo di una informazione che ti propone solo ciò che il potere ha voglia che venga fuori. Insomma, io, per ragionare con la mia testa di una qualsiasi questione, avrei bisogno di gente che mi informasse circa le questioni che mi stanno a cuore, per poi poter elaborare le mie idee. Se fosse così, la famosa opinione pubblica, sarebbe più vera, più genuina.
15 febbraio 2008 | 11:12
Caro Pietro,
le voci fuori dal coro sono si “opinione”, ma non pubblica, nel senso di maggioranza pensante che decide, o meglio, in questo caso, appoggia e legittima cognitivamente (ma irrazionalmente perchè condizionati dal potere) il potere stesso. Da un punto di vista prettamente filosofico/politico erri nell’affermare che se Berlusconi vince le elezioni, l’opinione pubblica lo avrà sostenuto in quanto è lui stesso il creatore della medesima…Dico questo perchè il Lippmann, da te giustamente citato, ha fondato le sue teorie politiche perchè figlio dell’eta in cui viveva…adesso con l’avvento di nuovi mezzi di comunicazione di massa le cose sono “un pò” cambiate.
L’opinione di cui tu parli invece è sinonimo di “coscienza di un qualcosa2 rispetto ad un fatto/avvenimento che può essere di ogni tipo.L’opinione “pubblica” invece è un’altra cosa: è, ribadisco, il potere stesso.
E.DANTES
15 febbraio 2008 | 11:37
Infatti. Mi sembra di aver detto che le voci fuori dal coro costituiscono un’opinione, ma non quella pubblica, non quella dominante “forgiata” dalla classe dominante. Non erro, quando dico che “se Berlusconi vincesse le elezioni…”; è vero, lui è lo un punto di vista prettamente filosofico/polistesso creatore dell’opinione pubblica; opinione pubblica che lo sostiene. Vorrei fare un esempio, per non arrovellarci su una questione che è il “classico cane che si morde la cosa”. Se Berlusconi mi convince a votarlo, a sostenere i suoi programmi e come me la maggior parte del popolo italiano, avrà formato un’opinione pubblica a sua immagine e somiglianza. Ma io, non dirò mai che è stato lui. Questi fenomeni “propagandistici” agiscono a livello “inconscio”, rendendo autonoma l’opinione pubblica, di propria identità, anche se costruita. Capisco, potrebbe suonar male. Ma è un inganno. Aggiungerei “politico-mediatico”.
15 febbraio 2008 | 18:56
Non mi è chiaro: la Gabanelli ha “ripudiato” il giornalista? Strano, perchè ritengo la Gabanelli in gamba e coraggiosa. Puoi dirmi di più?
15 febbraio 2008 | 19:10
Guarda Daniele, anche io ho molta stima della Gabanelli. E non metto in dubbio la sua professionalità. Per saperne di più basta leggere la lettera di Barnard che puoi scaricare proprio da questo mio post.
15 febbraio 2008 | 21:13
La lettera aperta di Barnard è molto più profonda dell’episodio che racconta. Segnala come possa agire la censura legale (nel senso letterale del termine) attraverso l’arma sofisticata del ricatto. Anche persone che consideriamo bravi e seri professionisti sono capaci di tradire gli altri e la propria dignità. Indossano così la maschera del potere per bramosia, soldi o carriera. Facendo questo però rinnegano se stessi e rinnegano ciò che un minuto prima hanno condiviso. Insomma abbracciano “mammona” che gli divora l’anima. Meditare…meditare…meditare
16 febbraio 2008 | 00:44
Direttore! Il link alla lettera aperta di Barnard è saltato!
E a proposito della Gabanelli, ho davanti a me un articolo ove stigmatizza la nascita dei comitati cittadini contro l’elettrosmog, contro i termovalorizzatori e contro l’eolico selvaggio. In quest’ultimo caso fa una vera opera di sponsorizzazione alle lobbies del vento in poppa. Ma il vento dov’è? Mah..
16 febbraio 2008 | 10:51
E le poppe!?
17 febbraio 2008 | 09:16
Azzarola! L’hai capita la Gabanelli! “Era” un mito per me. Devo rivedere il mio giudizio su di lei… Ora capisco perchè quelli di Report non hammo mai tenuto conto delle mie segnalazioni per fare una trasmissione sull’elettrosmog (a chi è iscitto alla news letter di report chiedono di suggerire argomenti per le trasmissioni future).
Ed in questo filone che si inserisce la censura oprarata da alcuni organi di informazione all’ottimo comunicato stampa di denuncia scritto da Pietro per OLA! Sopratutto la RAI (Alfrè nun t’ ncazzà tu non c’entri!!!) su questo argomento non è ricettiva…..
Eppure il comunicato denunciava situazioni in cui le leggi statali e regionali non vengono applicate……
Censura legale, appunto, come il titolo dell’ottimo post di Pietro…..
25 febbraio 2008 | 20:25
Non è che stiamo diventando paranoici? Il condizionamento avviene pure quando Barnard scrive una lettera che ci fa venire i dubbi sull’onestà intellettuale della Gabanelli.
Un altro dubbio: il V-day ha rappresentato un punto di rottura abbastanza significativo nell’andazzo della “casta”. Il sito disinformazione.it ha “smascherato” Beppe Grillo, evidenziando la lobby che c’è dietro. Ora, chi c’è dietro disinformazione.it?
Chi potrebbe esserci dietro i “bloggers lucani”???
Aiutoooooooo!!!
28 febbraio 2008 | 07:49
Uh Madonna!!!!
Fermate il mondo, voglio scendere!
28 febbraio 2008 | 14:28
Dietro i blogger lucani? Per quanto mi riguarda se si avvicina qualcuno lo prendo co na mazza!!!
28 febbraio 2008 | 15:15
ragazzi scusate ma Pietro che fine ha fatto?
28 febbraio 2008 | 22:52
Ho già chimato “Chi l’ha visto?”