Centrale di Tricarico, Regione e Comune annullino le autorizzazioni

10/11/2009





La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini – aderisce alla manifestazione indetta per sabato 14 novembre dal Comitato “Uno si distrae al bivio”, contro la centrale a biomassa in località “Acqua Frisciana” (14 MW), proposta dalla società Clean Energy S.r.l. di Matera. Alla manifestazione prenderanno parte anche i cittadini ed i comitati di Grassano, Calciano, Garaguso, Grottole, Irsina, San Chirico Nuovo e Tricarico. In merito al progetto si contesta, in particolare, la decisione della Regione di autorizzare l’impianto che richiederebbe non meno di 200.000 tonnellate di legname vergine non reperibili dai boschi presenti nell’area, pena la loro distruzione, ivi compresi quelli del Parco Gallipoli Cognato-Piccole Dolomiti Lucane, ove sarebbe in fase di aggiudicazione a società il taglio di estese foreste (vedasi gara indetta dal Comune di Pietrapertosa per il taglio di oltre 4.000 alberi di alto fusto nel bosco di Montepiano, Area SIC/ZPS).

Dopo l’iniziale funzionamento a cippato vegetale non è escluso che nella centrale possa essere bruciato CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti), notoriamente assimilato dalle normative alla biomassa. La centrale – ricorda la OLA – è stata autorizzata con Delibera del Consiglio Comunale di Tricarico n.56 del 30 novembre 2006, unitamente alla bozza di convenzione con la società proponente, la quale ha inoltre ricevuto – nel corso di due Conferenze di Servizio convocate dall’Assessore all’Ambiente, Vincenzo Santochirico, presso il Dipartimento Ambiente della Regione, rispettivamente il 6 e 16 aprile 2008 – il parere positivo della Provincia di Matera, del Comune di Tricarico, della Sovrintendenza ai Beni Archeologici della Basilicata e dei Vigili del Fuoco di Matera. Con delibera di Giunta Regionale n.151 del 3 febbraio 2009, la Regione ha autorizzato l’impianto il cui iter regionale prevede che l’inizio dei lavori debba avvenire entro il 3 febbraio 2010, pena la decadenza dell’autorizzazione stessa.

La OLA chiede all’assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico, l’annullamento della Deliberazione Regionale che non tiene conto degli impatti sull’ambiente e la salute ed è in contrasto con le vocazioni agricole e zootecniche dei territori al di fuori della programmazione energetica ambientale del nuovo PIEAR, ancora in fase di approvazione da parte del Consiglio Regionale della Basilicata. Analoga decisione di ritiro della Delibera Comunale la OLA rivolge al Sindaco di Tricarico, Raffaello Marsilio.

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Un commenti

  • sono A.U. della società Green-Tur Srl che opera nel settore della progettazione e realizzazione di impianti da fonti energetiche rinnovabili(biomasse liquide e solide, biogas, idro,ecc.).Non conosco il procedimento amministrativo che ha portato al rilascio della autorizzazione unica alla costruzione ed esercizio dell’impianto ex art. 12 del D.L.gs. n. 387/2003 dell’impianto di Tricarico. Mi pongo comunque i seguenti quesiti che poi sono quelli che mi sento rivolgere sempre nel corso di conferenze dei serviziin altre regioni di Italia per la approvazione di impianti similari anche se di dimensioni più contenute. Preciso in proposito che per lo scrivente un impianto termoelettrico da biomasse da 5,00 MWe è già un grande impianto :
    -il sito offre una disponibilità di 150-170 mila tonnellate di biomassa per anno o la biomassa sarà di provenienza extraregionale?
    -il proponente ha esibito contratti di fornitura di biomassa sottoscritti con aziende credibili?
    -se è valida la seconda opzione il progetto è dotato di un bilancio della CO2 connessa con la logistica?
    -posto che il rendimento elettrico di impianti del genere è di circa 22.24% che fine fa il calore che si cogenera con l’energia elettrica dal momento che le Migliori Tecnologie Disponibili (MTD) prescrivono che l’efficenza energetica dell’impianto non deve essere inferiore al 85%?
    -Se il circuito di raffeddamento del’acqua del condensatore di turbina è a “torri evaporative” dove si recuperano 50 tonnellate ora di acqua che si disperdono per evaporazione e che vengono immesse in atmosfera?
    Sarebbe opportuno che ARPAB, PROVINCIA di Matera,che dovrebbero avere partecipato alla Conferenza si pongano i suddetti interrogativi.
    Cordialità a chi ci legge.
    Egidio Tamburrino.

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