13 luglio 2009
Mi aspettavo, da un momento all’altro, che il Senato della Repubblica approvasse definitivamente
il Ddl 1195-b su sviluppo ed internazionalizzazione delle imprese, nonché regolamentazioni in materia di energia. E’ così è stato. Alla luce di questo, nel panorama energetico lucano che cosa avviene? Il rilascio delle autorizzazioni ambientali per permessi ed estrazioni di petrolio, ad esempio, viene trasferito dalla Regione all’Unmig (Ufficio Nazionale Minerario Idrocarburi Geotermia), il quale può procedere alla deroga per “pubblica utilità” delle norme regionali e dei Piani regionali e comunali comunicando, semplicemente, le proprie decisioni. E fin qui, siamo cornuti. Leggendo poi, le ultime dichiarazioni in merito dell’assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico, ci risvegliamo anche mazziati. Infatti, l’assessore Santochirico, in alcune dichiarazioni riportate su Facebook e riprese dalla stampa locale – forse ravvedendosi – ha parlato dell’esigenza di dare risposte forti contro i “poteri forti”, ossia anche di quelle multinazionali che fanno di tutto per trasformare il territorio regionale in “colonia energetica e discarica di rifiuti d’Italia”. Cornuti e mazziati, perchè desidererei conoscere la Sua opinione in merito a fatti come l’autorizzazione da parte del Ministero dell’Ambiente di due megacentrali in Val Basento a Pisticci e Salandra, nei confronti delle quali la Regione sembra abbia rinunciato a ricorrere al Tar; come le due recenti sentenze della Corte Costituzionale che dichiarano l’illegittimità dell’Art. 6 della Legge regionale n.9 del 26 Aprile 2007 – su Disposizioni in materia di energia – nei confronti delle quali la Regione sembra rispondere all’ennesimo colpo mortale inferto alla tutela delle aree protette e alle aree di interesse ambientale della Basilicata, con un’assoluta assenza di considerazione verso le nostre esigenze di difendere i fondamentali strumenti normativi di gestione e programmazione del territorio regionale. L’unica arma rimasta in mano alla Regione Basilicata, infatti, sarebbe quella di limitare al minimo le potenze ammissibili previste dal Piano di Indirizzo Energetico Ambientale Regionale, favorendo altre fonti. Ma la bozza predisposta dalla Società Gse (Gestore Servizi Elettrici) prevede oltre 900 MWatt di potenza per fonti di energia eolica, con ben 700-800 nuove torri eoliche. Con questi fatti sarà davvero difficile in futuro resistere ad uno strapotere economico della lobby dell’energia. E che dire poi, delle continue sottoscrizioni di accordi con le società energetiche, escludendo l’applicazione della Valutazione d’Impatto Ambientale a nuove trivellazioni petrolifere (vedasi esclusione della Via al pozzo Monte Alpi 3 OR- A) o delle autorizzazioni relative ad attività petrolifere anche all’interno del perimetro del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese? Il nostro assessore dovrebbe rispondere, inoltre, della recente autorizzazione (Maggio 2009) dello stabilimento Ecoil, per il trattamento di 70.000 tonnellate annue di oli esausti in Val Basento. Un’area inquinata che, grazie alla “bacchetta magica” dell’assessorato regionale diventa miracolosamente ed all’improvviso area senza veleni, forse per favorire la vendita di “patacche inquinate” o favorire l’insediamento degli stoccaggi di gas russo. E siccome i guai non vengono mai da soli, come il gravissimo inquinamento non riguarda solo la Valle del Basento, ma coinvolge aree industriali come quelle di San Nicola di Melfi e Tito Scalo, per le quali sono assenti Piani di Caratterizzazioni, bonifiche, monitoraggi ambientali esaurienti e gli stessi dati sull’inquinamento, in qualche caso – secondo i vertici dell’Arpab – secretati dalla Magistratura. Sono convinto che il tentativo di arrestare l’ennesimo assalto al nostro territorio debba fondarsi sulla coerenza: dote lacunosa dei vertici regionali. Le dimissioni di Santochirico – come sentore di responsabilità politica – potranno, forse, risparmiarci le mazzate, ma ormai non più le corna.Mi aspettavo, da un momento all’altro, che il Senato della Repubblica approvasse definitMi aspettavo, da un momento all’altro, che il Senato della Repubblica approvasse definitivamente il Ddl 1195-b su sviluppo ed internazionalizzazione delle imprese, nonché regolamentazioni in materia di energia. E’ così è stato. Alla luce di questo, nel panorama energetico lucano che cosa avviene? Il rilascio delle autorizzazioni ambientali per permessi ed estrazioni di petrolio, ad esempio, viene trasferito dalla Regione all’
Unmig (Ufficio Nazionale Minerario Idrocarburi Geotermia), il quale può procedere alla deroga per “
pubblica utilità” delle norme regionali e dei Piani regionali e comunali comunicando, semplicemente, le proprie decisioni. E fin qui, siamo cornuti. Leggendo poi, le ultime dichiarazioni in merito dell’assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico, ci risvegliamo anche mazziati. Infatti, l’assessore Santochirico, in alcune dichiarazioni riportate su Facebook e riprese dalla stampa locale – forse ravvedendosi – ha parlato dell’esigenza di dare risposte forti contro i “poteri forti”, ossia anche di quelle multinazionali che fanno di tutto per trasformare il territorio regionale in “
colonia energetica e discarica di rifiuti d’Italia”.
Mi aspettavo, da un momento all’altro, che il Senato della Repubblica approvasse definitivamente il Ddl 1195-b su sviluppo ed internazionalizzazione delle imprese, nonché regolamentazioni in materia di energia. E’ così è stato. Alla luce di questo, nel panorama energetico lucano che cosa avviene? Il rilascio delle autorizzazioni ambientali per permessi ed estrazioni di petrolio, ad esempio, viene trasferito dalla Regione all’Unmig (Ufficio Nazionale Minerario Idrocarburi Geotermia), il quale può procedere alla deroga per “pubblica utilità” delle norme regionali e dei Piani regionali e comunali comunicando, semplicemente, le proprie decisioni. E fin qui, siamo cornuti. Leggendo poi, le ultime dichiarazioni in merito dell’assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico, ci risvegliamo anche mazziati. Infatti, l’assessore Santochirico, in alcune dichiarazioni riportate su Facebook e riprese dalla stampa locale – forse ravvedendosi – ha parlato dell’esigenza di dare risposte forti contro i “poteri forti”, ossia anche di quelle multinazionali che fanno di tutto per trasformare il territorio regionale in “colonia energetica e discarica di rifiuti d’Italia”.
Cornuti e mazziati, perchè desidererei conoscere la Sua opinione in merito a fatti come l’autorizzazione da parte del Ministero dell’Ambiente di due megacentrali in Val Basento a Pisticci e Salandra, nei confronti delle quali la Regione sembra abbia rinunciato a ricorrere al Tar; come le due recenti sentenze della Corte Costituzionale che dichiarano l’illegittimità dell’Art. 6 della Legge regionale n.9 del 26 Aprile 2007 – su Disposizioni in materia di energia – nei confronti delle quali la Regione sembra rispondere all’ennesimo colpo mortale inferto alla tutela delle aree protette e alle aree di interesse ambientale della Basilicata, con un’assoluta assenza di considerazione verso le nostre esigenze di difendere i fondamentali strumenti normativi di gestione e programmazione del territorio regionale. L’unica arma rimasta in mano alla Regione Basilicata, infatti, sarebbe quella di limitare al minimo le potenze ammissibili previste dal Piano di Indirizzo Energetico Ambientale Regionale, favorendo altre fonti. Ma la bozza predisposta dalla Società Gse (Gestore Servizi Elettrici) prevede oltre 900 MWatt di potenza per fonti di energia eolica, con ben 700-800 nuove torri eoliche. Con questi fatti sarà davvero difficile in futuro resistere ad uno strapotere economico della lobby dell’energia. E che dire poi, delle continue sottoscrizioni di accordi con le società energetiche, escludendo l’applicazione della Valutazione d’Impatto Ambientale a nuove trivellazioni petrolifere (vedasi esclusione della Via al pozzo Monte Alpi 3 OR- A) o delle autorizzazioni relative ad attività petrolifere anche all’interno del perimetro del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese? Il nostro assessore dovrebbe rispondere, inoltre, della recente autorizzazione (Maggio 2009) dello stabilimento Ecoil, per il trattamento di 70.000 tonnellate annue di oli esausti in Val Basento. Un’area inquinata che, grazie alla “bacchetta magica” dell’assessorato regionale diventa miracolosamente ed all’improvviso area senza veleni, forse per favorire la vendita di “patacche inquinate” o favorire l’insediamento degli stoccaggi di gas russo.
E siccome i guai non vengono mai da soli, come il gravissimo inquinamento non riguarda solo la Valle del Basento, ma coinvolge aree industriali come quelle di San Nicola di Melfi e Tito Scalo, per le quali sono assenti Piani di Caratterizzazioni, bonifiche, monitoraggi ambientali esaurienti e gli stessi dati sull’inquinamento, in qualche caso – secondo i vertici dell’Arpab – secretati dalla Magistratura. Sono convinto che il tentativo di arrestare l’ennesimo assalto al nostro territorio debba fondarsi sulla coerenza: dote lacunosa dei vertici regionali. Le dimissioni di Santochirico – come sentore di responsabilità politica – potranno, forse, risparmiarci le mazzate, ma ormai non più le corna.
Commenti
14 luglio 2009 | 09:20
Ottimo! Mi associo alla richiesta di dimissioni.
Magari dovrebbec dimettersi anche il “Direttore”…
Ciao M.
14 luglio 2009 | 11:01
Forse non hanno capito i cittadini cosa vuol dire”deroga”,non hanno capito cosa sono le due megacentrali con conseguenza di tralicci per la trasmissione della energia prodotta,che attraverserà tutto il nostro territorio e…le nostra teste,non hanno capito l’inquinamento esistente e adesso le nuove estrazioni petrolifere.Mi rifiuto di credere che questo si chiama PROGRESSO.
Gli uomini che ci governano li abbiamo scelti noi.Se questo è il meglio della nostra regione……le mazzate le stiamo avendo già.
14 luglio 2009 | 19:41
La situazione peggiora. Dalla Basilicata si parte, oppure si decide di rimanere a morire.