Generazione sull’orlo di una crisi di nervi
29 gennaio 2008
Non ce la passiamo poi tanto bene. E gli ultimi anni di alternanza politica ai piani alti del nostro Esecutivo hanno fatto il resto. Prima, ci ha pensato il Governo Berlusconi a mettere la parola fine ad ogni velleità di salvezza per le nuove generazioni; poi, invece, il Governo Prodi – con la sua maggioranza-non maggioranza ottenuta tra polemiche e riconteggi vari – ha nettamente toppato nell’elaborare adeguate politiche sociali. Nella parata elettorale “ante-urnam” si è parlato troppo spesso di una propagandistica volontà di dare maggiore fiducia ai giovani, ma così come per le quote rosa, i risultati non sono stati eccezionali. Se n’è soltanto parlato, e molte volte anche arruffandone i contenuti, di reddito di cittadinanza o di sostegno alle giovani coppie, ad esempio. E cosa aggiungere sul Pacchetto Treu e sulla Legge 30? La verità è che nessuno è stato in grado di capire, analizzare ed intervenire sui reali conflitti innescatisi nella nostra società. Nessuno ha colto o voluto cogliere le reali esigenze delle nuove generazioni. Devo aggiungere, anche con non poco rammarico, che buona parte dei miei coetanei si lascia invadere da uno stato di apatia perenne, senza alcun segno di reazione, nonostante i tanti avvertimenti, e senza il sintomo di una coscienza che dovrebbe forgiarsi di fronte ad uno stato di cose che sta andando a…bip bip. Siamo precari ancora prima di essere precari.
Commenti
12 commenti per l'articolo “Generazione sull’orlo di una crisi di nervi”
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29 gennaio 2008 | 12:18
la precarietà oggi non è soltanto una condizione lavorativa, ma di vita, culturale… sennet e baumann insegnano, no?
29 gennaio 2008 | 12:20
(anna è: annarusselli.ilcannocchiale.it)
29 gennaio 2008 | 13:02
Al di là delle citazioni illustri, come darti torto? Hai ragione, quando si parla di precarietà non bisogna trascurare, ad esempio, nemmeno la precarietà del sistema stampa troppo spesso asservito alle logiche del potere…quindi precarietà della libertà di espressione. La censura è si una precarietà culturale. La precarietà dell’ambiente in cui viviamo, bistrattato, malmenato, violentato. La precarietà nella condivisione di comuni spunti culturali, negli affetti, nelle amicizie…come no…
29 gennaio 2008 | 22:55
Dopo dieci anni di precariato e l’impossibilità di pensare a un futuro per progettarlo credo che si entri nello status del precario che, come dice Anna, non è solo lavorativo. Siamo precari come le estitenze che conduciamo liquide (l’aggettivo è di Baumann).
Si è precari a prescindere.
E per quanto ci si metta d’impegno e ci si investa di entusiasmo perché è l’età che spinge a essere entusiasti, a volte ci si scoraggia. Più che apatia, forse è mancanza di motivazione.
Duro è perdere la motivazione per mancanza di mezzi.
Amaro non avere motivazioni… senza motivazione.
30 gennaio 2008 | 02:11
Mi accodo agli interventi aggiundomi come precario doc con i miei 34 anni di vita terrena incatenata alla speranza di poter vivere e far vivere una vita dignitosa.
2 febbraio 2008 | 01:57
Hai centrato il problema.
Questo Governo appena caduto purtroppo non ha fatto quelle che io definisco leggi di giustizia sociale
Non ha praticamente toccato la Legge 30; i PACS, DICO O CUS o come li vogliono chiamare sono naufragati, la legge sul conflitto d’interesse….n.p.(non pervenuta)…..E si potrebbe continuare a lungo.
Aggiungiamo una laicità sempre più compromessa ed un PD che somiglia tanto ad un compromesso storico fatto Partito….. le somme si tirano facilmente.
Mettiamo ancora l’indulto votato dalla casta trasversalmente e perfettamente all’unisono con una percentuale di SI plebiscitaria. ed il cerchio si chiude perfettamente ahimè stritolando il Csx.
Chi è causa del suo mal….
4 febbraio 2008 | 16:03
ciao, bel blog, che ne diresti di uno scambio link?
http://www.gianlucapistore.com
6 febbraio 2008 | 10:41
O.T.
Cari tutti blogger lucani e non blogger e lucani,
scrivete scrivete scrivete… ma è ora di vedersi in faccia!
Propongo una pizza e una serata insieme. Siete pregati di lasciare qui le adesioni. Anzi no, siete obbligati a lasciare qui le adesioni. Naturalmente se avete mogli e figli NON lasciateli a casuccia a far la calza, ma portateli! Fatemi sapere i blog che aderiscono e il numero delle persone.
Proporrei le seguenti date (per favore non prendete impegni). Quale andrebbe meglio
ore 20.30
- sabato 9 febbraio
- domenica 10 febbraio
- sabato 16 febbraio
- domenica 17 febbraio
Siete obbligati ad aggiornarmi sul mio blog.
Naturalmente diffondete a chi vi pare questo messaggio.
10 febbraio 2008 | 08:56
O.T.
Caro Pietro,
ti lascio un altro fuori tema.
Ti andrebbe di essere dei nostri l’otto marzo?
Mi daresti, gentilmente, la tua adesione?
http://www.artarie.ilcannocchiale.it/post/1778516.html
Ci farebbe piacere averti con noi.
Un caro saluto,
Rosa
10 febbraio 2008 | 14:14
http://www.piazzarcobaleno.splinder.com
Visita il blog e commenta l’appello per la costruzione di una nuova sinistra in basilicata.Aderite numerose/i!!!
10 febbraio 2008 | 20:33
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11 febbraio 2008 | 01:20
La precarietà ha ucciso la speranza.
La mancanza di motivazione senza motivazione è mancanza di speranza.
Un saluto.