Centrale del Mercure, Pappaterra si dimetta

1 agosto 2009

Il parere positivo della Conferenza dei Servizi tenutasi il giorno 30 Luglio 2009 a Cosenza, consegna il Parco Nazionale del Pollino nelle mani delle multinazionali dell’energia. E’ quanto ribadiscono la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini – ed Italia Nostra Gruppo Interregionale del Pollino, che stigmatizzano – assieme ad altri pareri positivi del comune di Laino Borgo, Laino Castello, Mormanno, Castelluccio Inferiore, Asl di Castrovillari, Arpacal – il parere positivo rilasciato dal Parco, nonostante l’appello fatto appena 24 ore prima al presidente Domenico Pappaterra di esprimere un parere negativo ad un impianto che avrà, inevitabilmente, ripercussioni sulla salute dei residenti e sugli ecosistemi forestali ed acquatici prioritari del Parco Nazionale.

La OLA e Italia Nostra chiedono, pertanto, le dimissioni del presidente del parco, Domenico Pappaterra, il quale – oltre a non coinvolgere il Consiglio Direttivo sulla delicata questione – non avrebbe fatto nulla per comprendere i veri impatti diretti ed indiretti sul parco derivanti dalla centrale. A tal proposito è estremamente falso quanto affermato nel corso della Conferenza dei Servizi dall’esponente del parco che “le proposte Enel sono migliorative rispetto al precedente progetto”. Infatti, il progetto resta quello originario. Per il funzionamento della centrale Enel del Mercure da 35 MWatt saranno, infatti, necessarie oltre 380 mila tonnellate all’anno di “biomasse vergini”. Una quantità enorme di legname che società “satelliti” di Enel intendono reperire dai boschi del Parco del Pollino, così come testimoniano le proposte di convenzioni per la gestione del patrimonio forestale fatte da diverse società private ai Comuni del parco che espropriano così la gestione forestale dello stesso. Le decisioni assunte ieri (30 Luglio 2009) sono fortemente viziate dal momento che non sono state ascoltate le popolazioni, nonchè alcune amministrazioni comunali lucane, che subiranno gli effetti negativi sull’ambiente e la salute dei residenti, compromettendo anche l’immagine del parco costretto a subire – così come il Parco della Val d’Agri – il ricatto degli interessi delle multinazionali dell’energia e chissà, domani, anche di quelli petroliferi.

La OLA ed Italia Nostra coinvolgeranno sulla vicenda il Parlamento e gli organi dell’Unione Europea, fortemente preoccupata sugli sviluppi dell’uso delle biomasse vegetali che, come il caso di diversi Paesi dell’Est, dimostra come questo sfruttamento non contribuisca significativamente alla diminuzione dei gas serra in atmosfera ma aggrava, invece, la situazione ambientale attraverso un massiccio sfruttamento non sostenibile delle risorse forestali.

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