Falce e carrello
23 novembre 2007
Vi invito alla lettura di un libro molto interessante; un libro “di economia del bene, e i troppi mali dell’Italia”, come lo definisce Geminello Alvi, autore della prefazione. “Falce e Carrello” è un saggio di Bernardo Caprotti, l’imprenditore che ha portato all’eccellenza i supermercati in Italia. Ne ha fatto un caso di rinomanza internazionale, nel settore. A 81 anni ha deciso di rompere il suo riserbo (niente interviste, niente fotografie, poche apparizioni pubbliche, tanto lavoro) e in questo libro-denuncia racconta ciò che ha dovuto subire per mano delle Coop. Dai primi contatti con il gigante “rosso” della grande distribuzione fino alle polemiche degli ultimi anni, il fondatore di Esselunga ricostruisce un confronto pluridecennale scambiato fino a poco tempo fa per normale concorrenza. Invece, mettendo insieme con meticolosità le tessere del mosaico, a Caprotti è apparso un disegno preciso: far sparire la sua azienda dal mercato. In questo “j’accuse” l’imprenditore documenta, prove alla mano, una serie di vicende che di primo acchito sembrano tentativi imprenditoriali andati a vuoto, nella realtà di rivelano parte di un censurabile piano strategico altrui. Giacché Esselunga non può essere la sola vittima del “sistema”. Dalla rigorosa esposizione dei fatti appare di tutta evidenza che molte iniziative di Esselunga sono state affossate dalla Legacoop, il gigante economico agli ordini del Pci-Pds-Ds, con l’indispensabile appoggio della amministrazioni locali della sinistra. Reperti etruschi usati come grimaldello, licenze lasciate scadere (ma prontamente girate alle Coop), terreni pagati sei volte il loro valore di mercato, condizionamenti di sindaci e assessori, persino uno scippo ai danni di una signora sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz per realizzare una Ipercoop gigantesca di una città “proibita” all’Esselunga. […] Fino a giungere alle pressioni di Romano Prodi su Caprotti perché la sua azienda resti “in mani italiane”: cioè sia ceduta alle Coop.
Falce e Carrello. Le mani sulla spesa degli italiani
di Bernardo Caprotti Marsilio Editore
Commenti
9 commenti per l'articolo “Falce e carrello”
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23 novembre 2007 | 20:58
Diceva il grande Nanni:
“Continuiamo così, facciamoci dal male…
23 novembre 2007 | 21:02
L’altro giorno da Gad Lerner ho ascoltato tal Geminello Alvi: un economista di centrodestra davvero fastidioso…
23 novembre 2007 | 21:10
Secondo me, se il sistema politico-economico dell’Emilia Romagna, della Toscana, dell’Umbria e delle Marche fosse stato “esportato” nelle altre regioni, l’Italia oggi si troverebbe in un’altra situazione. Migliore.
24 novembre 2007 | 10:19
@Rh77 | Sono d’accordissimo con te. Sia per “l’economista di centrodestra davvero fastidioso”, sia per l’esportazione necessaria di un sistema politico-economico di una parte dell’Italia in grado di “trainarci”. Purtroppo le cose sono andate diversamente. Oggi, quello del Nord è un modello speculativo che tira, ma l’acqua al proprio mulino. Nel produttivo Nord-Est, le crisi dei grandi indotti industriali si fa sentire. Nelle regioni da te citate si sta in grazia di Dio e al Sud…che ne parliamo a fare. Anzi, parliamone…
26 novembre 2007 | 11:12
il libro in questione evidenzia un piccolo aspetto di quanto male abbiano fatto i comunisti a questo paese.
la Basilicata, feudo rosso, ne è l’esempio più lampante.
giacchè non ho parenti in regione o altrove e non lecco il deretano di nessun politico, mi auguro che il futuro dei nostri figli sia il più liberale possibile, ovvero il meno rosso possibile.
26 novembre 2007 | 11:37
vivipotenza ma tu hai un’idea di cosa significa vivere in emilia o in toscana?
giusto per capirci…
26 novembre 2007 | 12:05
@ rh77
certo, non parlerei a casaccio di cose che non so.
la loro è un ottima amministrazione, ma il caso coop fa capire come ci sia dello sporco anche nelle sane regioni emiliane e toscane.
e certamente sarebbe un modello impossibile da esportare qui.
tu sai cosa significa vivere e lavorare in Basilicata ?
26 novembre 2007 | 13:21
vivere in basilicata, sì…
l’ho fatto per i primi 19 anni della mia vita e poi per motivi di studio ho lasciato la mia terra…
dopo di che le radici mi sono rimaste dentro…
ma non voglio polemizzare su questo e non capisco…
tu dici che i comunisti hanno fatto del male all’Italia…
Io ti dico che i comunisti (nel senso di PCI), dopo aver contribuito con gli alleati a liberarci dal fascismo, non hanno mai governato davvero l’Italia… dove lo hanno fatto i risultati sono sotto gli occhi di tutti…
Io credo che i mali attuali dell’Italia derivino da una “cattiva” gestione democristiana del potere che è sfociata poi nel populismo berlusconiano…
Le coop rosse sono molto marginali nella storia repubblicana…
Se poi dalla chiusura di qualche supermercato più o meno allineato facciamo discendere i mali italiani, fate pure ma raccontatelo ad altri… non a me…
26 novembre 2007 | 18:29
in tutta onestà e senza voler occupare ulteriore spazio su questo blog ti dico che non sono d’accordo con nulla di quanto dici.
ma sono liberale e quindi lo accetto.
amen