Affondi pubblici

19 giugno 2010

Nel 2004, in Basilicata, i vertici regionali annunciarono l’attivazione della raccolta differenziata, enfatizzando una vera e propria svolta che avrebbe portato benefici all’ambiente e alle famiglie. Ad oltre 7 anni da quell’annuncio, qual è oggi la situazione? Il disastro-rifiuti è sotto gli occhi di tutti: discariche comunali non bonificate per inerzia dei sindaci che non spendono i fondi regionali finanziati allo scopo, nuovi ampliamenti e chiusure di discariche per gravi problemi di inquinamento (es. discarica di località Pallareta di Potenza), costosi e dispendiosi “tour della monnezza” regionali e una raccolta differenziata che dal 5% del 2005 raggiunge appena il 9,1% nel 2009 come da fonte Ispra. Ma il progetto di raccolta differenziata regionale in Basilicata, a livello comprensoriale, non doveva consentire di raggiungere “in tempi ristretti” – così come veniva riportato in atti regionali – gli obiettivi minimi fissati dal decreto Ronchi (40%)? Invece, la raccolta differenziata è ferma nonostante siano state spese ingenti risorse economiche regionali e comunitarie, risucchiate nel baratro dell’inefficienza, del clientelismo e del malaffare.Ma andiamo con ordine. Con una modifica al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, adottata nel 2002, la Giunta regionale lucana, presieduta da Filippo Bubbico, decise di differire al 2005 il termine entro il quale raggiungere l’obiettivo del 35% per la raccolta differenziata. Fu affidato a due docenti dell’Università della Basilicata – gli ingegneri Mancini e Masi – il compito di redigere una proposta progettuale. Essa prevedeva di coinvolgere tutte le aree della regione e servire una popolazione di 180.000 abitanti. Per questo incarico i due progettisti percepirono complessivamente 40.000 euro. Il progetto regionale fu approvato a fine 2004 e comprendeva la fornitura di automezzi, strumenti e lavori per un totale di oltre 7 milioni di euro. La copertura finanziaria fu fatta ricadere nella misura 1.3 – Azione B del POR Basilicata 2000-2006. I bacini interessati dal progetto erano 5: il Lagonegrese, il Vulture, l’Alto Bradano, la Fascia Ionica-Ambito 1 e la Fascia Ionica-Ambito 2. Dopo quattro anni, nel 2008, furono attuati i primi interventi ed erogate le somme necessarie alle Comunità Montane nei cui ambiti ricadevano i bacini comunali individuati. Furono allestite le prime isole ecologiche, acquistati i cassonetti per la raccolta differenziata, sacchetti e contenitori per la realizzazione del porta a porta. In tutto questo, però, le amministrazioni locali cadono nella più completa anarchia, in assenza di verifiche circa lo stato di attuazione dei programmi. La situazione si presenta a macchia di leopardo, con gran parte dei comuni che di fatto non realizzano la raccolta differenziata o la realizzano solo parzialmente. Poche sono le situazioni positive, per lo più legate ad un’accettabile gestione dei rifiuti comunale pregressa. Una situazione che evidenzia l’assenza di un ruolo attivo della Regione Basilicata. Giova in proposito evidenziare la situazione della raccolta differenziata nel Lagonegrese dove sugli impegni disattesi pesa la decisione di realizzare l’ampliamento della mega-discarica di località Carpineto a Lauria e le questioni legate al bando di gara sulla raccolta differenziata. Addirittura, in alcuna casi, la Regione decide di rifinanziare il progetto inattuato anche con i fondi del P.O.FERS Basilicata 2007-2013-Asse VII-3.1 A, differendo di anno in anno i termini di ultimazione dei progetti comprensoriali, senza però prima aver operato le dovute verifiche circa il mancato raggiungimento degli obiettivi iniziali. Insomma, fondi ed affondi pubblici, mascherati dall’allora assessore all’ambiente, Vincenzo Santochirico, il quale parlava – secondo il “cliché del tutt’apposto” – di “Comportamenti virtuosi, protratti nel tempo, danno diritto a pagare meno tasse locali, per cui i cittadini non sono tassati in ragione della potenziale produzione di spazzatura, ma premiati in proporzione al contributo che danno al suo trattamento. Se saremo in grado di realizzare questa svolta quello che oggi si presenta come un problema, presto potrà rappresentare una concreta opportunità, da cui ricavarne grandi benefici“. Cosa affermerà oggi il neo assessore, Agatino Mancusi.

Ciclo dei rifiuti in Basilicata: ascolta la mia intervista su Radio Radicale

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