Per non dimenticare

27 gennaio 2008

Giornata della Memoria 2008. Di seguito presento una poesia di Primo Levi, Il superstite, uscita per la prima volta su “La Stampa” il 4 febbraio 1984. Questa poesia, per certi versi, rappresenta l’antefatto del libro I sommersi e i salvati; contiene gli accordi preparatori dell’ultimo, estremo discorso di Levi sul valore della testimonianza.

Il superstite
Dopo di allora, ad ora incerta,

Quella pena ritorna,

E se non trova chi lo ascolti

Gli brucia in petto il cuore.

Rivede i visi dei suoi compagni

Lividi nella prima luce,
Grigi di polvere di cemento,

Indistinti per nebbia,

Tinti di morte nei sonni inquieti:

Sotto la mora greve dei sogni

Masticando una rapa che non c’è.

“Indietro, via di qui, gente sommersa,

Andate. Non ho soppiantato nessuno,

Non ho usurpato il pane di nessuno,

Nessuno è morto in vece mia.
Nessuno.
Ritornate alla vostra nebbia.
Non è colpa mia se vivo e respiro
E mangio e bevo e dormo e vesto panni”.

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Commenti

5 commenti per l'articolo “Per non dimenticare”

  1. Nathan 2000
    28 gennaio 2008 | 10:01

    La giornata della memoria, dovrebbe servire a ricordare non solo che “Tutto questo è stato”, ma, soprattutto, che coloro che sono ritornati dai lager, avevano un peso doppio da sopportare: quello per i tantissimi che non avevano avuto la fortuna di sopravvivere alla follia nazista, e quello di essere sopravvissuti e ritornati nellal società civile a testimoniarlo. E’ paradossale, ma tanti dei sopravvissuti vivevano questa loro situazione come una colpa, non come una fortuna! E il gesto estremo di Primo Levi, sottolinea ciò.

  2. artarie
    28 gennaio 2008 | 20:17

    Grazie per il tuo passaggio ieri. Grazie per aver capito.
    Un abbraccio,
    Rosa

  3. astronik
    28 gennaio 2008 | 23:10

    Stiamo diventando, noi italiani, un popolo di smemorati.
    E’ grave che per certe cose dover istituire una giornata per ricordare. Come per il compleanno o per l’onomastico……

  4. Viler
    30 gennaio 2008 | 02:15

    Una cosa è certa, chi vive di memoria lascerà testimonianze importanti per chi verrà dopo.

  5. Daniele Verzetti il Rockpoeta
    2 febbraio 2008 | 01:23

    La poesia come elemento vitale per tenere salda la memoria storica per ricordare e soprattutto cercare di riconoscere prontamente i germi di queste assurdità prima che sia troppo tardi.

    I genocidi purtroppo ci sono ancora. Non sappiamo davvero impedirci di essere “innaturalmente” violenti e crudeli.

    PS: apprezzo il tuo blog e mi permetto di linkarlo.

    PS 2: Grazie per il tuo link. Sono onorato.

    Ciao
    Daniele

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