Io sono un coglione
24 gennaio 2008
Sono tra quegli elettori che alle scorse elezioni ha votato il Governo Prodi. Pentito? Assolutamente no!? Non mi pento di averlo fatto perchè mi è servito ad acquisire consapevolezza circa la fine del mio rapporto con le urne. Definitivamente. E tutto questo alla “veneranda” età di 28 anni, quasi 29. Molti criticheranno il mio “esile inneggiare” all’astensionismo, ma sinceramente non ce la faccio più. A conti fatti, aveva ragione quello lì, “Io sono un Coglione!”, ed anche veterano direi. Il colpo di grazia – è facile immaginarlo – me l’hanno dato gli accadimenti degli ultimi giorni. La palese crisi di Governo; di un Esecutivo (grande eufemismo!) che scricchiola da tempo, ma che con le stampelle, i compromessi, gli occhiolini veltroniani e quelli berlusconiani, le spallucce e le spallate, gli isolamenti ed i lamenti, i piagnistei mastelliani e le vendette trasversali ci ha condotto fin qui. In una situazione di non-ritorno. Nemmeno il bluff del Partito Democratico (sia a livello nazionale che regionale) è riuscito a rivitalizzare idee, pensieri, masturbazioni. Perché di bluff si tratta, numeri da illusionisti. Invece di unire l’Unione l’ha spaccata. Nella mia popolare ignoranza mi chiedo come mai si parla tanto di modificare la legge elettorale. Qualunque sistema elettorale va bene, l’importante è che cambino i candidati. La fiducia incassata da Romano alla Camera è il preludio alla catastrofe. E’ come quando cammini per strada assorto nei pensieri (anche preoccupati, perché no) con lo sguardo sicuro, fiero, rivolto verso un cielo terso con le nuvolette forziste e d’improvviso il primo tombino rimasto casualmente aperto da qualche operaio (sottopagato o addirittura in nero che ha ben altre cose a cui pensare: ai compagni che muoiono sul lavoro, all’aumento dei prezzi, al caro bollette, al mutuo da pagare) ti fa sprofondare nei meandri della terra. Roba da politica dell’underground. Mi chiedo ancora, perché mai il premier si ostina ad andare al Senato, forse per testare che non è più capace di fare la spesa: di questi tempi anche i voti dei Senatori a Vita sono carissimi e rarissimi. Era tempo di dimissioni consapevoli.
Commenti
5 commenti per l'articolo “Io sono un coglione”
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24 gennaio 2008 | 22:51
Diciamo che Prodi ha voluto soltanto mettere in chiaro ciò che si parava davanti al paese: un governo che cade per grotteschi interessi personali di un figuro che con la politica può avere a che fare come il sottoscritto con le lotte della Lega Nord. Ma, indipendentemente da ciò, sono concorde con te sulla delusione per la cossidetta sinistra. Credo che andrò al seggio, quando si voterà…. e annullerò la scheda! A meno che non si pari davanti ai miei occhi una situazione differente da quella che, purtroppo, vedo in questo momento. Vedremo.
25 gennaio 2008 | 02:09
Sono troppo arrabbiato per prendere decisioni del genere.
Bisogna rifletterci bene.
No panic!
Certo che la situazione è triste…
25 gennaio 2008 | 07:52
Ricordo benissimo quando Berlusconi “ci definì” coglioni, l’indignazione e l’ironia che si propagò sul web…….
Alla luce di tutti gli avvenimenti di questi giorni bisogna rifletterci, ma questa volta condivido le parole di Sir Drake, per il momento No panic!
E vediamo come si evolve la situazione.
Ma con certi soggetti che abbiamo mandato a rappresentarci in Parlamento c’è poco da stare tranquilli….
26 gennaio 2008 | 13:46
bene bene,
io vedo come l’unica soluzione possibile a questa politica quella di non presentarci alle prossime votazioni.
qualunquismo ?
disfattismo ?
paura ?
irresponsabilità ?
non lo sò……. mo vado a mangiare e dopo ci penso….
2 febbraio 2008 | 16:56
Questo post è nella rubrica Posto di blog su “Controsenso” di oggi…..