Assassinio Ken Saro-Wiwa, la Shell sborsa 15 milioni
10 giugno 2009
A distanza di quindici anni dall’impiccagione del poeta ambientalista Ken Saro-Wiwa – avvenuta il 10 Novembre 1995, insieme ad altri 8 attivisti – la multinazionale anglo-olandese, perseguita per complicità con l’ex-regime militare nigeriano per i fatti del 1995, ha accettato di pagare poco più di 15 milioni di dollari per evitare il proprio coinvolgimento nel processo. Risarcimento o patteggiamento? “Il gesto significa che, anche se Shell non ha partecipato alle violenze che sono avvenute, ci sono dei querelanti e delle persone che hanno sofferto”. Queste le dichiarazioni di Malcolm Brinded, dirigente del ramo esplorazione e produzione della Shell.
Ken Saro-Wiwa, fondatore del Mosop (Movimento per la Sopravvivenza del Popolo Ogoni), si è sempre battuto contro i danni ambientali causati dalle attività petrolifere della Shell nella regione dell’Ogoniland (Sud della Nigeria), oltre che contro la miseria a cui il regime nigeriano costringeva il suo popolo. In un’intervista rilasciata nel 1994, Saro Wiwa dichiarò: ”Le compagnie petrolifere sono come il regime dittatoriale perché portano avanti i loro intrallazzi con questi dittatori. Il regime è brutale con la gente e può negare ogni diritto umano della persona e di intere comunità molto facilmente, senza alcuna remora”. Aggiungendo poi: “Io sono un uomo segnato e condannato”.
Il comportamento repressivo adottato nei confronti del Mosop, può essere considerato soltanto l’ultima vicenda di una “sequenza di opposizioni territoriali” contro le grandi compagnie petrolifere accusate di devastazioni ambientali e collusione con regimi dittatoriali nei paesi del Terzo Mondo, esclusi dalla distribuzione delle ricchezze derivate dall’estrazione di petrolio dalle loro terre.
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