Punti di svista

8 gennaio 2009

Dopo che il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pescara, Luca De Ninis, ha disposto la revoca degli arresti domiciliari per Luciano D’Alfonso – notificati per un presunto giro di tangenti – il primo cittadino di Pescara, alla faccia di ogni “questione morale”, ha ritirato le sue dimissione e con un atto di pura sfacciataggine presentando, a corredo, un bel certificato medico per malattia “ingravescente” e “permanente”. In questo modo è riuscito ad evitare il commissariamento (sacrosanto!) del suo Comune, nonché garantire alla Giunta targata Pd di avere una continuità amministrativa (falsata!). Se dovesse uscire definitivamente pulito dall’inchiesta giudiziaria in atto, non potrei credere ad una sua nuova candidatura. Forse per questo ha deciso, nelle ultime ore, di chiudersi in un ritiro spirituale in un convento toscano dei camaldolesi, speriamo non momentaneo. D’altronde si tratta pur sempre di voti.

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