Tutta colpa delle vacche

7 giugno 2009

Qualche settimana fa si è tenuto presso l’Università degli Studi della Basilicata un convegno quasi “carbonaro” (praticamente erano in pochi a conoscerne la data, in un silenzio mediatico quasi generale), che ha visto la partecipazione dei responsabili di Eni SpA, dell’assessore all’ambiente Vincenzo Santochirico, di Gaetano Benedetto e Giovanni Figliuolo – rispettivamente rappresentanti di WWF e Unibas. Di cosa si è parlato? A mio avviso, di quello che potrebbe essere definito il “testamento biologico” della Val d’Agri. Infatti, i presenti, ricorrendo per l’ennesima volta alla arguta filosofia del “tutt’apposto”, hanno sostenuto che farebbero più danni delle trivelle, dei centri oli e degli oleodotti, niente di meno che le pacifiche ma inquinanti mucche che pascolano nei boschi dell’Appennino Lucano – tra cui svettano i pittoreschi “alberi di natale” dell’Eni. Ma non è finita qui. Addirittura, le esplosioni sismiche conseguenti alla ricerca petrolifera “darebbero fastidio ai serpenti esattamente come i botti dei fuochi d’artificio delle feste di paese“. Delle mucche inquinanti avevo già letto qualcosa in altra sede, ma – in attesa di leggere nel dettaglio lo studio prodotto da Eni ed Università della Basilicata sulla conservazione della biodiversità nella Valle dell’Agri – le affermazioni appena riportate risuonano come una beffa, considerando che – ad oggi – proprio l’assessore Santochirico “latita di risposte” sulle sostanze che hanno inquinato le sorgenti riguardanti il Comune di Calvello, (eppure le domande a lui poste non erano 10!) a poca distanza dai pozzi petroliferi e proprio in pieno Parco Nazionale della Val d’Agri-Lagonegrese, il cui Ente gestore farebbe bene a denunciare. Per non parlare poi di tutti i dati dei monitoraggi di inquinanti come l’H2S, COV, IPA ed altre sostanze prodotte dal Centro Oli di Viggiano che fino a quale giorno fa erano sconosciuti. Oggi, invece, i rilevamenti con centraline mobili effettuati dall’Arpab se da un lato potrebbero sembrare un’azione di responsabilità istituzionale, dall’altro non sembrano sufficienti a dare delle risposte al problema dell’inquinamento. Del resto, i risultati di questa campagna spot (elettorale?) di monitoraggio non riporta i dati, ad esempio, del periodo comprendente l’ultimo incidente presso il Centro Oli di Viggiano.

Una cosa è certa: se non si vuol optare per la soppressione di massa delle vacche, sarebbe meglio metterle a stecchetto, evitando così “corpose” ed inquinanti flautolenze.

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Commenti

2 commenti per l'articolo “Tutta colpa delle vacche”

  1. Daniele G.
    27 giugno 2009 | 11:35

    Ciao Pietro,
    ho letto la notizia sui giornali e su indymedia. Sto cercando lo studio completo. Visto che è passato un pò di tempo, che tu sappia è stato pubblicato da qualche parte?

    ciao

  2. Pietro Dommarco
    27 giugno 2009 | 12:22

    No Daniele. Anche io lo sto cercando. Se riesci fammi un fischio. Sai, del resto, in questa nostra regione si va avanti a proclami, ma mai una cosa certa. Si dice che i monitoraggi si fanno ma i dati non ci sono, addirittura secretati. Fanno gli studi ma i risultati non si sanno, a parte qualche cosa ridicola…

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