Nuovo tour della monnezza
“Sulla necessità di programmare una nuova politica dei rifiuti che abbia come riferimento un soggetto istituzionale unico, ho riscontrato un’ampia convergenza tra gli esponenti delle associazioni ambientaliste”. Sono queste alcune delle dichiarazioni rilasciate da Sabino Altobello, commissario dell’Ato rifiuti, a margine di una serie di appuntamenti con alcune associazioni lucane. All’incontro hanno, infatti, partecipato Legambiente, WWF, Movimento Azzurro, Comitato No Oil e Endas. Questa “necessità” partirebbe da uno stato di fatto che evidenzia una gestione del ciclo dei rifiuti in Basilicata che, tra delibere emergenziali, false crisi, ampliamenti e ricorso all’impiantistica, alimenta sempre di più il business legato ai rifiuti, tutto a favore dei privati. Mentre la raccolta differenziata resta una chimera. Spostare la spazzatura, movimentarla, è interesse, guadagno, profitto. Lo sanno gli addetti i lavori, lo sa la Regione Basilicata che si adopera in un nuovo “tour della monnezza”, che oggi è palesemente un “disastro rifiuti”. Infatti, dopo la chiusura della discarica di Potenza causata da inquinamento ambientale, con propria Ordinanza il Presidente della Regione Basilicata De Filippo ha sancito che i rifiuti di Potenza e di 17 Comuni del potentino (Avigliano, Brienza, Pignola, Ruoti, Sant’Angelo le Fratte, Sasso di Castalda, Satriano di Lucania, Tito, Vaglio di Basilicata, Balvano, Baragiano, Bella, Castelgrande, Muro Lucano, Picerno, Savoia di Lucania e Vientri di Potenza) dal primo luglio prossimo, e fino al 30 novembre 2010, saranno destinati alla discarica di Borgo La Martella a Matera, per un totale di 4.392 tonnellate. Una discarica, quella di Matera, che rischia di essere saturata. Ricordiamo come nel 2008 questo impianto fu oggetto di sequestro ed indagine su presunta condotta illecita di funzionari del Comune di Matera indiziati per aver consentito lo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi in una parte della discarica e per aver consentito l’utilizzo di un settore della discarica già saturo. Ma non finisce qui. Sempre nell’ambito delle “disposizioni urgenti per fronteggiare le carenze impiantistiche per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani della Provincia di Potenza”, il governatore lucano ha stabilito che dal 30 giugno prossimo i rifiuti prodotti dai comuni di Abriola, Albano, Anzi, Brindisi di Montagna, Calvello, Campomaggiore, Castelmezzano, Laurenzana, Pietrapertosa e Trivigno verranno conferiti nella discarica di Tricarico per un totale di 7.736 tonnellate. Con lo stesso provvedimento regionale vengono individuate anche le discariche di Salandra (1.440 tonnellate) e Pisticci (2.208 tonnellate). L’Ordinanza fissa al 30 agosto il termine ultimo di trasferimento dei rifiuti del potentino in queste discariche. La discarica di Tricarico, gestita dalla Cio Impianti di Policoro, è stata recentemente autorizzata all’ampliamento dalla Regione Basilicata e fu oggetto di indagini da parte dei Carabinieri del NOE di Potenza che, a seguito di un controllo, accertarono che i rifiuti speciali pericolosi provenienti da una conceria della provincia di Avellino venivano accettati utilizzando certificati analitici falsi; l’attività di recupero dei rifiuti era stata posta in essere in assenza della prescritta comunicazione/autorizzazione; l’Amministrazione provinciale aveva autorizzato la ditta ad immettere in discarica pneumatici fuori uso. I militari denunciarono quattro persone per gestione di rifiuti non autorizzata, abuso d’ufficio, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico ed uso di atto falso. Alla luce di queste ultime notizie, ci si chiede che cosa si sia detto e programmato durante l’incontro voluto dal commissario dell’Ato Rifiuti, un organismo regionale con “poteri decisionali zero”. Non certo “rifiuti zero”.
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Un commenti
E poi dicono che i rifiuti non portano ricchezza.
Con il nuovo tour qualcuno ci guadagnerà di sicuro…… e non saranno cetamente i lucani…..