Parco Val d’Agri, salvaguardia ambientale inattuata

14 ottobre 2009

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini – prende spunto dall’iniziativa sul Parco della Val d’Agri programmata per sabato e domenica prossimi dal Comune di Marsiconuovo e dalla Provincia di Potenza, Assessorato alle Aree Protette, per denunciare all’opinione pubblica i gravi ritardi e le evidenti contraddizioni per la salvaguardia del Parco della Val d’Agri. Infatti, non si può, da un lato, consentire la realizzazione di sette nuovi pozzi petroliferi come intende fare il Comune di Marsiconuovo (alcuni situati nel perimetro del parco) e, dall’altro, dichiarare a parole e con iniziative di facciata una salvaguardia ed una valorizzazione del territorio protetto che resta ancora esposto agli impatti ambientali causati da trivelle petrolifere, oleodotti ed emissioni inquinanti.

La OLA torna nuovamente a sollecitare il Commissario Totaro ad una maggiore attenzione alle problematiche di salvaguardia ambientale evidenziandogli come le richieste del Ministero alla Regione siano rimaste “lettera morta”. Così come sono ancora inevase le richieste da parte del Ministero rivolte alla Regione di conoscere quante e quali attività petrolifere sono attualmente presenti all’interno dell’area protetta. Emblematici in proposito le nostre richieste, tuttora senza risposta, indirizzate alla Regione Basilicata finalizzate a conoscere la natura dell’inquinamento e le misure di bonifica adottate rispetto alla sorgente acqua dell’Abete ed altre sorgenti quali Acqua Sulfurea, gruppo sorgentizio Molinara. Ancora non è stata data risposta al quesito della OLA relativo al pozzo “Cerro Falcone 2″, considerato volutamente da Eni come “esplorativo”.

La OLA chiede in proposito al Commissario del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese di sollecitare con urgenza al Ministero dell’Ambiente la delocalizzazione del pozzo Cerro Falcone 2 dal momento che esso ricade in un SIC/ZPS del Parco Nazionale (Serra di Calvello) considerando che da parte della Regione vi erano stati precisi impegni in proposito nei confronti del Ministero dell’Ambiente. Sempre al fine di tutelare il patrimonio naturalistico del Parco della Val d’Agri, la OLA chiede al Commissario Totaro se egli è a conoscenza di nuove autorizzazioni rilasciate a compagnie petrolifere ed energetiche e quella che la Regione avrebbe rilasciato ad Enel Green Power Spa, per la derivazione ed uso di nuove quantità di acqua del torrente Caolo, nel Comune di Tramutola, per una portata considerevbole, pari ad oltre 1.250 litri al secondo.

La OLA ricorda ai Sindaci della Val d’Agri come nel territorio dell’area protetta i biotopi siano tutelati in base alla normativa del parco acclusa al DPR 8 Dicembre 2007 purtroppo ancora inattuata. Obbligo prioritario degli enti Locali e degli Organi di Gestione del parco sono pertanto quelli di verificare il rispetto delle misure di salvaguardia (Allegato A- Disciplina di Tutela del P.N. dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese – art.3 commi n) ed o) e art.li 5 e 6). Abbiamo, invece, la sensazione che il parco nazionale continui a restare alla mercé delle compagnie petrolifere e delle società private che continuano a fare finta che non esistano regole da rispettare mentre gli organi di gestione sono ancora incompleti e privi di funzioni.

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