Silenzio Connection
3 dicembre 2009
La classe politica regionale, ormai da molto tempo, ha deciso di trincerarsi in un “silenzio connection”, fatto volontariamente calare sulle problematiche ambientali, sull’inquinamento e sui connessi rischi per la salute dei cittadini lucani. Ignorate dalla classe amministrativa regionale sono le azioni costanti sul territorio di associazioni e comitati di cittadini, dell’impegno profuso dai Radicali Lucani e dell’inchiesta Vanguard “Rifiuti Connection” andata in onda mercoledì 25 novembre scorso su Current Tv, durante la quale – per la prima volta a livello nazionale – sono state mostrate le tonnellate di fanghi industriali e fosfogessi radioattivi interrati nell’ex area industriale di Tito Scalo: 250mila tonnellate in una superficie di 59mila metri quadri all’interno del Consorzio Asi.
E proprio in merito a questo scempio che continuano i balletti delle responsabilità tra Ministero, Regione, Consorzio Industriale e Arpab, senza venirne a capo, mentre – mettendo da parte ogni condizionale cautelativo – le sostanze sversate hanno già preso la strada della falda acquifera e della catena alimentare, in un pezzo di Basilicata, non diverso da altri, dove si muore di tumore, molto più che in altre parti d’Italia.
Medesimo discorso vale per l’area industriale di San Nicola di Melfi, dove l’aver accertato le contaminazioni causate dall’inceneritore Edf-Fenice SpA (che resta ancora in funzione nonostante i noti malfunzionamenti degli impianti) e l’assenza dei monitoraggi dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, perfettamente a conoscenza della pericolosità della situazione, è servito soltanto ad alimentare annunci, spot elettorali e, fonte di agenzia regionale di alcuni giorni fa, addirittura una richiesta di “insediamento di un tavolo con sindacati e rappresentanti della Regione per ristabilire il clima di serenità di cui l’Agenzia ha bisogno per continuare il suo delicato lavoro ed impegno a tutela dell’ambiente e del nostro territorio”. Tutela dell’ambiente che i fatti sembrano smentire, così come i tanti “tavoli di concertazione”, imbanditi proprio da quegli attori istituzionali che, in questo momento, rappresentano il vero anello fallante.
A nulla servono, ad esempio, i cencelli e i vademecum sulle cose fatte in materia di rifiuti, perchè fino a quando non si decide di azzerare e riscrivere i Piani Provinciali dei Rifiuti continueremo ad assistere soltanto e solo all’attivazione di vecchi e nuovi inceneritori gestiti dalle multinazionali e dalle lobby, al tour della monnezza lucana, al traffico di rifiuti industriali, tossici e nocivi, extraregionali nell’ormai collaudato “silenzio connection”.
Commenti
2 commenti per l'articolo “Silenzio Connection”
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4 dicembre 2009 | 15:54
Ottimo
5 dicembre 2009 | 22:04
un pezzo giornalistico perfetto: breve, cioè non stanca i non lettori italiani, ma esaustivo nel racconto dei fatti.