Tu come usi Facebook?
Nòva24 – supplemento de “Il Sole24Ore” – ha lanciato, dal 15 al 24 Novembre 2008 – un sondaggio online su un campione di 2500 utenti di Facebook, al fine di capire chi sono gli utilizzatori del social network più popolare della rete, che uso ne fanno, ma anche cosa pensano coloro che non ci sono mai entrati. Di seguito, sottopongo alla vostra attenzione, le principali domande del test con la percentuale di risposte che vanno per la maggiore.
Usi Facebook? Si (71,48%) No (28,52%);
Che cosa ti piace? Ritrovare amici e nuove conoscenze (60%) La possibilità di espansione (23%) I giochi (8%);
Cosa non ti piace? Richieste di amicizia da sconosciuti (55%) Le applicazioni invasive e confuse (40%) Venire “taggato” a mia insaputa (10%);
Come lo usi? Amicizia (43,46%) Divertimento (42,46%) Lavoro (9,01%) Altri (5,07%);
Hai letto le condizioni? Si (35,47%) No (64,53%);
Quanto tempo ogni giorno? Da 10 a 30 minuti (35,54%) Meno di 10 minuti (27,92%) Da 30 minuti ad 1 ora (22,95%) Da 1 a 2 ore (2,73%);
Quando lo usi? Nel tempo libero (35,29%) Sul computer privato (31,85%) Al lavoro (17,70%) Sul computer aziendale (12,85%) Altri (2,31%);
Lo usi sul cellulare? Si (15,07%) No (84,93%);
Possiedi un blog? Si (22,10%) No (77,90%).
Io conoscevo persone che si vantano di avere più di mille amici; che pensano di farne un business sfruttando i contatti della rete, ma che il più delle volte sono invasivi e rompiscatole; che fanno scrivere comunicati stampa per sbandierare ai quattro venti la posizione di supremazione (rispetto a cosa non so) ottenuta su Facebook e di testate locali che li pubblicano anche. Ricordate l’articolo apparso su “Il Corriere della Sera” lo scorso 22 Ottobre 2008, nel quale gli utenti di Facebook venivano dipinti – tra le numerose ipotesi – come insoddisfatti? Penso che chi si definisce “Re di Facebook” vive si insoddisfatto, ed anche un po’ megalomane.
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2 commenti
Il problema è l’uso che se ne fa e la consapevolezza dello strumento.
Io tranne (una decina di amici virtuali blogger come te) non aggiungo persone con cui non abbia scambiato almeno una volta qualche chiacchiera in vita mia. Niente sconosciuti insomma.
Su Facebook non gioco e non aderisco a cause ma mi serve per scambiare qualche parola con qualche amico e per qualche discussione nei gruppi che scelgo con discernimento.
Sto bene su facebook, mi piace, non ne sono vittima, non mi infastidisce ma so bene che può essere uno strumento “pericoloso”.
Pietro, sono d’accordo con te. Ammetto che Facebook possa essere uno strumento pericoloso, ma come tutte le cose, dipende molto dall’uso che uno ne fa. Io, ad esempio, non mi pongo tanto il problema di accettare o meno le amicizie di chi non conosco, quanto quello di far “girare” al meglio queste amicizie. In molti casi, mi è servito per prendere contatti, che si sono rivelati utili alla mia professione di giornalista freelance rompiscatole ed odiatissimo dalle lobby…