I Verdi non facciamo “Recchia” da mercante
La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini – stigmatizza il cosiddetto “decalogo” proposto sulle pagine de Il Quotidiano della Basilicata del 29 novembre scorso dal consigliere comunale dei Verdi di Ferrandina, Leonardo Recchia. La OLA invita i vertici regionali del partito del “sole che ride” a dire con chiarezza da quale parte stanno. Se stanno dalla parte dell’ing. Recchia – che si dichiara favorevole al progetto della Geogassstock – o sono dalla parte dei tanti comitati, associazioni e cittadini della Val Basento che hanno da tempo evidenziato le problematiche di impatto ambientale del progetto di megastoccaggio del gas russo, unitamente ai numerosi progetti energetici che insistono sulla stessa area industriale della già martoriata Val Basento.
Più che condizioni, quelle del consigliere dei Verdi Recchia, sono un tentativo di proporre mediazioni istituzionali barattandole in cambio del solito piatto di lenticchie condito con la promessa di royalty, monitoraggi ambientali e futuribili “migliori tecnologie” spacciate come panacea di tutti i problemi ambientali della Val Basento che ancora aspetta di essere bonificata. Il consigliere dei Verdi Recchia, vestiti i panni da portavoce della Geogasstock, si fa dunque paladino di un progetto che presenta evidenti lacune ambientali ed amministrative, forse in attesa di vestire altre casacche politiche o ruoli di comando, dopo aver sfruttato l’etichetta ambientalista dei Verdi?
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questa è buona