Cinema e ricordi
29 luglio 2008
Non sono un grande cinefilo. Questo è meglio precisarlo. Però, finora, ho avuto modo di “inciampare” su alcuni film ed alcuni registi, che hanno saputo dettare i tempi della mia adolescenza. Avevo 15 anni, quando, in una delle mie prime apparizioni nell’unico circolo culturale del mio paese, il compianto prof. Pasquale Cavaliere – intento a riordinare alcune videocassette – mi fece conoscere Youssef Chahine. Il regista egiziano, morto domenica 27 luglio 2008 all’età di 82 anni, mi colpì immediatamente per la sua forza espressiva, per la sua sincerità “impegnata”, per il suo umorismo struggente (non so se questo è, del resto, l’aggettivo più azzeccato). La visione del film Lotta nella Valle (del 1954 con l’esordio di Omar Sharif), decisa presentazione della lotta tra contadini e latifondisti, oltre a destare la mia acerba curiosità, mi ha introdotto ad una nuova sensibilità. Questo perché, Chanine, lasciava trasparire nelle sue opere il suo amore per la vita e per il cinema, evidenziava il connubio “artistico” tra classicità e sperimentazione; un inequivocabile tentativo di esplorare nuovi territori da filmare; riconoscere al Cinema una sua memoria re-inventando le storie in funzione della Storia; il suo modo di raccontarle/a. Tutto con grande naturalezza. E così ho voluto ricordarlo io. Ancora mi viene in mente una sua famosa frase: “Ogni giorno io mi aspetto di piangere, ridere, ballare, cantare…e di finire in prigione…Ecco un film dovrebbe contenere tutte queste cose”.
Commenti
2 commenti per l'articolo “Cinema e ricordi”
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30 luglio 2008 | 11:47
Bella la frase. Non conosco Chanine e grazie per averlo segnalato… provvederò a procurarmi qualcosa per colmare la mia lacuna di “appassionato” di cinema.
31 luglio 2008 | 09:21
Bene Nathan. In effetti Chanine, nonostante il contributo dato al cinema mondiale, direi, è quasi sconosciuto. Anche lui soggetto ad una sorta di censura, di revisionismo culturale della TV pubblica. Non vorrei sbagliarmi, ma durante il governo Prodi, alla Rai, molti suoi film non furono mandati in onda o relegati alla “tarda ora”.