Qualche tempo fa – precisamente il 25 Febbraio 2004 – pensavo, scrivevo e pubblicavo un editoriale dal titolo: “Si (ri)azionano le Trivelle“, che all’epoca, non poche lamentele fece esternare. Ad oggi, rileggendolo, non mi rendo conto ancora delle motivazioni che spinsero ad un accanimento fastidioso. Premetto che l’averlo rispolverato non è associabile a nessuna ricorrenza da festeggiare, è invece la dimostrazione che le cose oltre a non essere cambiate, prendono sempre più una piega sbagliata. Il nostro territorio è di nuovo sotto tiro e questa volta sembra essere arrivati alla stretta finale. Il mio “fu” editoriale, considerabile certamente una prova storica di battaglie ambientaliste e soprusi in tempi non molto lontani ed umilmente un piccolo tassello nella ricostruzione sociale del rapporto tra petrolio e ambiente, contiene alcuni passaggi di profonda e triste attualità, come: “Al grido di ‘Trivellatori di tutto il Mondo unitevi?’ si è continuato nell’opera devastatrice di soprusi e compromessi unidirezionali. La nostra terra martoriata è ormai in ginocchio, persa nella morsa degli ‘eco’-petrolieri, dove ‘eco’ sta per economia; sta per interessi personali, per arricchimenti multinazionali, per aggressioni illegittime“. O ancora: “Sono rammaricato. Incazzato perché, tempi addietro, abbiamo dato la possibilità ai feticisti delloro nero di firmare ‘assegni in bianco’, di espropriare le nostre terre, di divorare la nostra Terra“. Ahimè…



3 Commenti
astronik
29/11/2007 at 23:26Viler
01/12/2007 at 01:23Astronik
04/12/2007 at 00:49