Il pozzo a chilometro zero

La Regione Lombardia nel giro di qualche mese potrebbe rilasciare Valutazione d’Impatto Ambientale positiva alla Apennine Energy spa per la perforazione di un pozzo di gas nel Comune di Zibido San Giacomo, 7 chilometri a sud di Milano, lungo il Naviglio Pavese e in un’area circondata dal Parco Agricolo Sud Milano.

La Direzione Generale Ambiente, Energia e Reti della Regione Lombardia potrebbe rilasciare – presumibilmente prima dell’estate – giudizio positivo di compatibilità ambientale al progetto di perforazione del pozzo esplorativo “Moirago 1”, presentato alla Apennine Energy spa, all’interno del permesso di ricerca “Badile”, attribuito nel 2010, con un’estensione di 154,50 chilometri quadrati in 2 province (Milano e Pavia). Il pozzo, finalizzata alla ricerca di gas ad una profondità massima di 4200 metri, sorgerà nel Comune di Zibido San Giacomo, in provincia di Milano. Un paese di poco più di 6500 abitanti dalle tradizioni agricole, sviluppatosi lungo il Naviglio Pavese e conosciuto per le sue numerose cascine e per la vendita diretta di prodotti locali a filiera corta. Un’attività molto sviluppata che potrebbe essere minacciata dalla perforazione del pozzo esplorativo “Moirago 1”, considerando la sua peculiarità di “pozzo cittadino” – vista la sua localizzazione nel tessuto urbano di Zibido, nell’area industriale lungo via Longarone – o meglio pozzo a “chilometro zero”, come riportato dalla stessa Apennine Energy spa nello Studio di Impatto Ambientale del progetto, secondo il quale il “Moirago 1” (che prende il nome da una delle frazioni del Comune di Zibido San Giacomo) avrebbe un costo ambientale inferiore, nonostante dovrebbe sorgere in un’area letteralmente circondata dal Parco Agricolo Sud Milano, “formalmente fuori dai confini del Parco Agricolo”.

Una follia, che minaccia le risorse idriche locali, le reali peculiarità agricolo-produttive della zona e le norme di tutela del territorio. Infatti, la superficie prescelta – vicina al Sito d’Interesse Comunitario (SIC) “Oasi di Lacchiarella” IT2050010 – è integrata nella “Rete ecologica provinciale”, caratterizzata da aree agricole coltivate a riso e cereali attraversate da una fitta rete irrigua. Inoltre, nonostante le rassicurazioni della società su un “costo ambientale inferiore”, l’area di impianto – come è possibile leggere nello Studio d’Impatto Ambientale redatto dalla società – “è interclusa in un territorio sottoposto a tutele; inoltre in Pianura Padana la qualità dell’aria è un indicatore ambientale molto sensibile e frequentemente compromesso, soprattutto in vicinanza di una sede autostradale”.

L’iter autorizzativo
Con la presentazione della richiesta di VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale) per la perforazione del pozzo esplorativo “Moirago 1”, avvenuta a metà dicembre 2013, l’Apennine Energy spa cerca di capitalizzare un percorso normativo avviato alla fine del 2006. Ben 8 anni fa. A presentare richiesta per l’attribuzione del permesso di ricerca “Badile” fu, il 31 gennaio 2006, la Società Energia della Concordia spa che nel dicembre dello stesso anno ottiene parere favorevole dal Comitato tecnico per gli idrocarburi e la geotermia del ministero dello Sviluppo economico. Nel frattempo però, con l’iter ancora in corso, le quote della Società Energia della Concordia spa vengono conferite alla Consul Service srl, a seguito di una precedente cessione avvenuta nel 2005 ma formalizzata a giugno del 2006. Passano 2 anni e mezzo e a novembre del 2008 la Regione Lombardia concede l’intesa escludendo il procedimento dalla Valutazione d’Impatto Ambientale, spianando di fatto la strada ad ulteriori autorizzazioni: nel 2009 c’è l’assenso della Provincia di Milano e della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia. Consensi propedeutici alla formale deliberazione da parte della Giunta Regionale, che arriva l’11 dicembre 2009, con parere positivo. Nell’attesa che la Regione formalizzi l’atto, sempre con l’iter ancora in corso – siamo infatti nel gennaio del 2009 – la Consul Service srl cambia denominazione sociale, diventando Apennine Energy srl. La nuova società ottiene la titolarità del permesso di ricerca “Badile” il 23 marzo 2010 – che cederà poi nel 2012 alla Apennine Energy spa -, con l’obbligo di versare nelle casse dello Stato il canone annuo anticipato di 5,16 € a chilometri quadrato. In questo caso 797,22 € all’anno.

Localizzazione pozzo “Moirago 1”
Localizzazione pozzo “Moirago 1”

La società
L’Apennine Energy spa, con sede legale a San Donato Milanese, è l’estensione italiana della società inglese Sound Oil PLC – che ne detiene il 100% delle azioni – quotata sull’Alternative Investment Market della Borsa di Londra. Nel nostro Paese è una delle compagnie petrolifere più attive. Attualmente risulta titolare di 8 permessi di ricerca per complessivi 119,26 chilometri quadrati (1 in Lombardia, 1 in Veneto, 4 nelle Marche, 2 in Basilicata); 3 concessioni di coltivazione per complessivi 35,89 chilometri quadrati (1 in Basilicata, 2 nella Marche) e 9 istanze per il conferimento di nuovi permessi di ricerca, in terraferma ed in mare. Dal Veneto alla Sicilia, dalla Campania alla Puglia fino a mire nel mar Jonio. Infine – come riporta il sito di Assomineraria – nel 2012 la Apennine Energy è diventata titolare della concessione di Rapagnano (grazie alle agevolazioni inerenti la riattribuzione dei giacimenti marginali italiani), ex Eni, entrata in produzione nel maggio del 2013. E proprio all’accesso alle prospezioni agevolate e ai giacimenti marginali che la società potrebbe ambire nel caso di Zibido. Nonostante un rapporto economico della Sound Oil PLC – utile a far aumentare l’appetibilità del progetto “Moirago” a possibili investitori – che parla di prospettive di sviluppo per il giacimento da sfruttare nell’ambito del permesso di ricerca “Badile” pari a poco più di 650 mila metri cubi di gas giornalieri, quasi 25 milioni di metri cubi in un anno a pieno regime, 3 miliardi e 800 milioni di metri cubi di gas in 15 anni. Totalmente esentasse per effetto di una “franchigia” stabilita dallo Stato, che solleva le compagnie petrolifere dal pagamento di compensazioni ambientali proprio sui primi 25 milioni di metri cubi di gas estratto in terraferma, ogni anno. Quella della Apennine Energy spa è una prospettiva importante, considerando che in Lombardia – in tutto il 2013 e da 5 concessioni – sono stati estratti poco più di 20 milioni e mezzo di metri cubi di gas. Nella migliore delle ipotesi, sempre secondo la Sound Oil PLC, queste prospettive di sviluppo potrebbero moltiplicarsi per 3. Anche se tutta l’operazione avrebbe una riuscita del 20%.

Localizzazione pozzo “Moirago 1”
Localizzazione pozzo “Moirago 1”

Il contesto storico
Perfettamente confinante ad est del permesso di ricerca “Badile” è presente una vecchia concessione di coltivazione da 101,64 chilometri quadrati – attribuita nel 1997 e scaduta nel 2007 – denominata “Gaggiano”. Un vecchio giacimento a gas ed olio già sfruttato dall’Eni e scoperto nel 1982 grazie dalla perforazione del pozzo “Gaggiano 1”, su un totale di 7 pozzi, 1 dedicato alla reiniezione delle acque di strato, 2 mineralizzati ad olio e 4 sterili. Secondo l’Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse (Unmig) del ministero dello Sviluppo economico c’è stata una produzione sostanziale dal 1987 al 2003, sia ad olio sia a gas. La produzione media annuale di gas, per 12 anni, è stata pari a circa 1.900.000 metri cubi. Quella ad olio greggio, invece, è stata di circa 154 mila barili all’anno, per 12 anni.

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