La guerra del fracking

Il 17 ottobre scorso Fernando “Pino” Solanas carica su youtube il suo ultimo lungometraggio e ne condivide la visione dalla sua pagina di facebook con questi due distinti post: “A las 17.30 horas, estreno en Internet mi último documental La Guerra del Fracking. Atentos para compartir el link y difundir. ¡Gracias!” (Fernando Pino Solanas)

“Todos los veranos los dedico a filmar. Cada film es complementario con mi acción social y política. Ya no hay salas para estrenar documentales, cada vez son menos y los distribuidores nacionales han desaparecido. Hoy, por primera vez, estreno en las redes sociales: La Guerra del Fracking, mi último documental. Gracias por compartir y difundir.” (Fernando Pino Solanas)

Solanas ha scelto la via maestra del documentario per raccontare la “sua” Argentina, conseguenza naturale di una militanza politica che lo impegna in prima persona e di una scelta artistica che fin dagli esordi vede il cinema come arma di “liberazione e conoscenza”. La guerra del fracking è in realtà la terza parte di un progetto che possiamo definire di denuncia “ambientalista”, cominciato con Oro Impuro (2009) e Oro Nero (2011), lavori intitolati alla “Tierra sublevada”. Tre “racconti filmici” che (come altri) mettono a nudo le contraddizioni socio politiche economiche dell’Argentina contemporanea, un solco tracciato nella sua filmografica fin dal 2004 con Memoria del saqueo (Diario di un saccheggio, la storia argentina dalla dittatuta militare di Videla alla caduta del governo di F. de la Rúa) e che a oggi (con La guerra del fracking) si compone di ben sette parti distinte ma collegate tra loro. Solanas prosegue così con il modello del film-saggio, in cui si fondono i generi, alternando la cronaca dei fatti a momenti di riflessione, i materiali d’archivio a ritratti dei protagonisti di ogni storia. Insomma un’opera collettiva ancora una volta, in cui il regista si pone come tramite tra i suoi protagonisti e lo spettatore nella convinzione che solo la consapevolezza dell’attacco neo-liberista alla dignità delle persone e della comunità consenta una risposta adeguata ed efficace. La visione del docu-film che segue vale più di ogni altra parola.

Breve biografia
Fernando Ezequiel “Pino” Solanas cineasta argentino, artista poliedrico e uomo impegnato nel sociale e in politica è anche regista teatrale, musicista, attore, pubblicitario e creatore di storie per fumetti. Fondatore, assieme a Octavio Getino e Fernando Vallejo, del gruppo Cine-Liberation scrisse il manifesto Verso un Terzo Cinema, un’idea di un cinema politico, “terzo” rispetto al cinema holliwoodiano (il “primo cinema”) ed a quello artistico “d’autore” europeo (il “secondo”), che sostenesse la causa dei paesi vittime del neoliberismo e rendesse le pellicole “arma di liberazione”. Nel 2002 fondò dopo il default dell’Argentina il movimento politico “Proyecto Sur”, la cui proposta politica, economica, sociale e culturale “è basata sul rispetto della condizione umana ed ha come principi di base la difesa dell’ambiente e la proprietà pubblica delle risorse naturali come condizioni per il raggiungimento di una vera giustizia sociale e per la tutela della sovranità nazionale.” Dal 2003 ha firmato come regista una serie di documentari sul fallimento argentino e sulle emergenze ambientali del paese. Nel 2004 ha vinto l’Orso d’Oro alla carriera al Festival di Berlino.

Il docu-film che state per vedere è in lingua originale e dura un’ora e vetisetteminuti. Visione che vale più di ogni altra parola spesa nella sua descrizione.

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