Terremoto in Emilia. La voragine accademica

La storiaccia del terremoto in Emilia tra poltrone ed accrediti. Sullo sfondo i cittadini e i comitati che hanno sempre sostenuto che, a far tremare la terra, è stato il creato e non il creatore.

La rivelazione della rivista americana Science sulla possibile correlazione tra le estrazioni petrolifere nella concessione di coltivazione “Mirandola” ed il terribile terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna nel maggio del 2012 ha aperto – è il caso di dirlo – una vera e propria “voragine” in ambito accademico. Oggetto del contendere, il ruolo della Commissione Internazionale Ichese – insediatasi nel 2013 per valutare le possibili relazioni tra attività di esplorazione per gli idrocarburi e l’aumento di attività sismica nel territorio emiliano – pagata con soldi pubblici prelevati dal Fondo per la ricostruzione delle aree terremotate (ordinanza n.76 del 16 novembre 2012). Da una parte, la squadra degli oppositori che sperava nella possibilità di sedere su una delle poltrone della Commissione e, dall’altra, i rinnegatori, ovvero quelli che dopo aver richiesto la Commissione ora contestano i contenuti – ancora sconosciuti – della relazione. In mezzo la flotta degli scienziati pronti a salire sul carro dei vincitori, che oggi riempiono le pagine dei giornali.

A dire il vero non c’è alcuna traccia di vittoria, perché per le “storiacce” non sono previsti premi. E questa è una vera e propria “storiaccia”. Senza l’instancabile lavoro di quei comitati, di quelle associazioni e di quei cittadini che fin da subito hanno capito che è stato il creato a far tremare la terra e non il creatore, non avremmo avuto l’attenzione mediatica che c’è stata intorno al sisma emiliano. Non avremmo potuto raccontare le loro storie. Non avremmo potuto scrivere. Non avremmo mai messo sul banco degli imputati le attività estrattive.

Ed il tutto prende sempre più i connotati di una “storiaccia” nel leggere il comunicato stampa congiunto della Regione Emilia Romagna, del Dipartimento della Protezione Civile e del Ministero dello Sviluppo economico, affidato nel pomeriggio di ieri alle agenzie. Una vera e propria presa per il culo. Dopo aver nominato una Commissione internazionale di esperti di caratura nazionale ed internazionale per cercare di dare una risposta al terribile evento sismico che ha messo in ginocchio una regione ed un Paese solidale – e dopo averla pagata – ci sentiamo dire che il “Rapporto, consegnato a metà febbraio, sottolinea come sia necessario, per escludere o confermare l’ipotesi di un legame causale tra le estrazioni di idrocarburi nella località Cavone e i fenomeni di sismicità dell’area, approfondire gli studi sviluppando attività di monitoraggio altamente tecnologiche per l’acquisizione di ulteriori dati necessari alla costruzione di un modello dettagliato del sottosuolo”. Alla fine questa Commissione non va bene così come non andava bene all’inizio, quando – subito decapitata, ricostituita e nuovamente messa in discussione – circolavano i nomi di possibili scienziati “puliti”. Dietro a ciascuno di questi nomi, nessun curriculum illibato.

In perfetto stile italiota, ci dotiamo di un nuovo gruppo di lavoro che deve validare o meno i risultati ai quali è arrivata la Commissione Internazionale Ichese. Un nuovo pool di tecnici costituitosi a febbraio, quando il Rapporto era già stato letto dalle amministrazioni competenti, le quali – dopo alcune valutazione del caso – decidevano di secretarlo. Perché la tornata elettorale è vicina e c’è da portare avanti una campagna elettorale. Il solito conflitto d’interesse tra controllore e controllato. Il solito gioco di “scatole cinesi” delle responsabilità.

Ma qualcosa non ha funzionato. La patata bollente è esplosa mettendo a nudo – ancora una volta – la spietatezza ed il carattere speculativo di chi si dimentica della trasparenza anche quando si tratta della vita umana. Perché gli interessi da difendere sono altri, ovvero quelli dei grandi gruppi multinazionali che intendono continuare a sfruttare il nostro sottosuolo. Costi quel che costi. La tensione è alta e molte amministrazioni locali potrebbero alzare nuove barricate – speriamo – per dire di noi ai progetti in itinere sul loro territorio, per l’estrazione e lo stoccaggio di gas. Lo sanno bene gli Enti coinvolti in questa “storiaccia”, che dovranno cercare di trovare una soluzione indorando la pillola. Con il senno di poi, risultano significative ed emblematiche alcune considerazioni fatte da Franco Terlizzese – direttore generale della Direzione per le risorse minerarie ed energetiche, nonché componente della Commissione Ichese – in un convegno organizzato dalla Fondazione Segni a Sassari, lo scorso 21 marzo 2014. Il direttore Terlizzese, presentandosi alla platea, affermò di essersi occupato e di occuparsi anche di “[…] di sismicità e di sismicità indotta, in quanto la Commissione internazionale nominata dal prefetto Gabrielli […] vede una serie di esperti tra cui anche me, abbiamo da poco concluso i lavori, che hanno effettivamente evidenziato come anche questa sia una componente da studiare, da conoscere e da diffondere, è un rischio presente. Ci sono Paesi che molto prima di noi hanno reso pubblici i risultati degli studi, hanno reso consapevoli le persone dei rischi connessi con le attività, hanno trovato un equilibrio tra i rischi e lo sviluppo delle attività che si svolgono regolarmente. Io penso che al di là dei radicalismi ci potremmo riuscire anche qui in Italia“. Ecco, al di là delle opposizioni, i progetti devono andare avanti, nonostante quello della sismicità indotta, sia “un rischio presente”.

Se non fosse trapelata la notizia, quando le amministrazioni competenti avrebbero divulgato il Rapporto Ichese? Lo avrebbero divulgato? Quali sarebbero le valutazioni che lo hanno fatto secretare? Abbiamo il compito di dare una risposta a queste domande e non cercare di accreditarci per nuove consulenze e nuove poltrone, che – senza reale imparzialità – non risolvono un cazzo. Intanto i responsabili dovrebbero dimettersi.

Condividi questo articolo

Commenta questo articolo

Your email address will not be published.