Lettera agli eurodeputati che voteranno gli emendamenti su shale gas e sviluppo dei programmi esplorativi di idrocarburi non convenzionali

Spett.le Eurodeputato, alla vigilia della seduta plenaria che La vedrà impegnato nella votazione/approvazione degli emendamenti 31 e 79 sull’estrazione di shale gas e sullo sviluppo dei programmi esplorativi di idrocarburi non convenzionali in Europa, nell’ambito della modifica della Direttiva 2011/92/UE, intendiamo sottoporre alla Sua attenzione la “Campagna nazionale No Fracking”, attivata in Italia nel maggio scorso.

Il nostro obiettivo è quello di dar vita ad una Campagna nazionale di informazione, conoscenza e proposta, in grado di avviare un percorso critico permanente, che conduca con il contributo ed il coinvolgimento dei territori, dei cittadini, delle associazioni, dei comitati, dei movimenti politici, degli attivisti e degli esperti:

1) Ad una bozza di legge nazionale contro il fracking;
2) Alla richiesta di trasparenza e pubblicazione dei piani ingegneristici delle compagnie petrolifere, oggi secretati;
3) Alla definizione, con legge, delle aree marine e terrestri da tutelare.
Ragion per cui, reputiamo non pienamente soddisfacenti e sufficienti le finalità dei due sopraccitati emendamenti, i quali appaiono – seppur con l’obiettivo della regolamentazione – una sorta di “apertura” allo sfruttamento di shale gas ed idrocarburi non convenzionali in Europa.

L’obbligo di assoggettare a Valutazione d’impatto Ambientale i progetti di idrocarburi non convenzionali non può essere sancito solo a metà dell’iter procedurale, ovvero dalla perforazione del pozzo esplorativo – che nella modifica della Direttiva 2011/92/UE viene definita “attività di esplorazione” – all’estrazione, bensì già dal momento della presentazione dell’istanza da parte delle compagnie petrolifere. Lo stesso vale per l’obbligatorietà – sempre in sede di presentazione dell’istanza – di allegare lo studio preliminare dello stato dell’acqua, dell’aria e del suolo ante operam.

Questo perché la modifica della Direttiva 2011/92/UE, concernente la Valutazione d’Impatto Ambientale di determinati progetti pubblici e privati, sia adottata nella direzione di valutazione dei piani ingegneristici prima che dei pozzi esplorativi, in modo da evitare già nella fase iniziale la concessione di autorizzazioni a metodiche dannose per l’ambiente e la salute.

Certi di un Suo riscontro positivo, ci auguriamo che si faccia portavoce e/o promotore di una legge europea di assoluto divieto della tecnica del fracking. Per difendere l’acqua, l’aria, la terra e la salute prima di tutto.

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