Trivelle in mare, il ministero dello Sviluppo economico schiera la Marina

Il ministero dello Sviluppo economico ha diramato oggi un comunicato stampa con il quale viene annunciato un accordo con la Marina Militare “per la salvaguardia delle risorse nazionali e degli impianti di estrazione di idrocarburi a mare”.

“La Marina Militare – si legge nella nota – metterà a disposizione risorse umane e mezzi per la vigilanza sugli impianti con particolare riguardo alle aree marine lontane dalla costa e alle acque profonde, fornendo un importante supporto alle attività di controllo della Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche del Mise. La collaborazione prevede la condivisione delle informazioni e dei dati di rispettivo interesse, inclusi quelli disponibili presso l’Istituto Idrografico della Marina Militare”.

Al di là delle motivazioni di “economia di spesa per entrambe le amministrazioni, che in questo modo mettono in campo le proprie risorse nel comune interesse del Paese”, sullo sfondo dell’accordo c’è la protezione da eventuali operazioni di “sciacallaggio” da parte dei Paesi frontalieri che si affacciano sul Mediterraneo, impegnati in operazioni di ricerca e prospezione di idrocarburi nel mar Adriatico, nel mar Tirreno e lungo l’asse che collega Jonio, mar di Sicilia, Malta e nord Africa.

Per il momento, sul piatto della bilancia ci sarebbero quelle fette di mare che l’Italia divide con Francia e Spagna, ad ovest della Sardegna e con la Croazia nell’Adriatico. Il Paese croato, di recente, ha dato il via ad una vera e propria asta per l’attribuzione di permessi di ricerca di idrocarburi in mare almeno per i prossimi 25 anni. Lo schieramento della Marina Militare a difesa delle piattaforme petrolifere e gassifere italiane e del mare nazionale dimostrano come le risorse di idrocarburi marini rappresentano una risorsa dall’interesse strategico ed una ricchezza fiscale.

Al 30 aprile 2014 sono 6714,36 i chilometri quadrati di permessi di ricerca assegnati in mare, 65980 chilometri quadrati la superficie marina coperta dalle istanze di prospezione e 9004,59 chilometri quadrati di concessioni di coltivazione.

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