Basilicata, nuovo pozzo in aree sensibili

La Regione Basilicata rilascia la compatibilità ambientale per un pozzo dell’Eni – il “Pergola 1” – che minaccia un territorio caratterizzato da pregiate e importanti risorse idriche, boschi e sorgenti.

Il pozzo Eni “Pergola 1” – ubicato nel territorio comunale di Marsico Nuovo, in provincia di Potenza – ha ottenuto il giudizio favorevole di compatibilità ambientale e l’autorizzazione paesaggistica, da parte della Regione Basilicata. A sancirlo la Deliberazione n.554 dell’8 maggio 2012, pubblicata sul Bollettino Ufficiale Regionale n.16 dell’1 giugno 2012. La nuova infrastruttura della multinazionale di San Donato Milanese, è stata sbloccata dal decreto ministeriale 23 gennaio 2012, attuativo di una delibera della Regione Basilicata (la n. 1177 dell’8 agosto 2011, ndr) sulla variazione del programma di sviluppo della concessione di coltivazione “Val d’Agri”.

Un progetto – questo relativo al pozzo “Pergola 1” – altamente impattante per il bacino idrico di Marsico Nuovo e per le sorgenti dell’Agri, minacciate da attività inquinanti come quelle petrolifere, come più volte ribadito dalla Ola (Organizzazione lucana ambientalista), anche in sede di presentazione delle osservazioni alla Via (Valutazione d’impatto ambientale). Il pozzo “Pergola 1”, infatti, sorgerebbe a soli 3 chilometri dal centro abitato e da una diga, in una zona dalla valenza ambientale e naturalistica altissima come il Parco nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese e in un’area sottoposta a “vincoli paesistici” sanciti dalla Legge n.431/85, in merito ai quali si è registrato – fin da subito – il silenzio assordante della Direzione nazionale dei Beni Ambientali e del Paesaggio.

La scheda del pozzo Eni “Pergola 1”
Il pozzo Eni “Pergola 1” – che dovrebbe sorgere in località Masseria Votta e Masseria Russo – è situato a 1038 metri sul livello del mare ed insiste sul bacino idrografico del Torrente Pergola e su quello interregionale del fiume Sele, interessando di fatto anche la regione Campania ed il Vallo di Diano. La trivellazione – come si legge nei primi progetti dell’Eni – avrà una profondità di oltre 3000 metri, al fine di raggiungere la cosiddetta roccia serbatoio della Piattaforma Apula. Il sito è raggiungibile attraverso un tortuoso sentiero che verrà allargato fino a renderlo percorribile da mezzi pesanti. Per poter realizzare la piattaforma di trivellazione verranno sbancati e cementificati oltre 38 ettari di terreno in aree attualmente coperte di boschi e pascoli. Verrà realizzata un’area parcheggio di 1300 metri quadrati. Entro sei mesi, il “Cane a sei zampe” conta di realizzare le prove di produzione, propedeutiche all’estrazione e alla messa in produzione del giacimento con il collegamento del pozzo, tramite oleodotto, al Centro olio di Viggiano.

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