In Basilicata c’è una nuova capitale del petrolio

In Basilicata è in arrivo un nuovo pozzo petrolifero in aree altamente sensibili, ricadenti nel territorio comunale di Marsico Nuovo. Il progetto rientra nel rilancio e nell’ampliamento della concessione di coltivazione “Val d’Agri” dell’Eni.

La Regione Basilicata – dopo aver sancito l’intesa all’aggiornamento del programma dei lavori per la concessione di coltivazione “Val d’Agri”, con Delibera regionale n.1177 dell’8 agosto 2011 – comincia ad imboccare la strada voluta dall’Eni, ovvero quella che porterà alla perforazione di almeno 20 nuovi pozzi. Dal Bollettino Ufficiale Regionale n.29 dell’1 settembre 2011, si apprende che l’Ufficio urbanistica e Tutela del Paesaggio ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica relativa alla perforazione del pozzo petrolifero Eni denominato “Pergola 1”, ubicato nel comune di Marsico Nuovo, in provincia di Potenza, ed in prossimità dell’insediamento rurale di San Vito. Un’autorizzazione strategica e repentina, considerando anche la singolarità delle tempistiche autorizzative. L’autorizzazione paesaggistica per il pozzo “Pergola 1”, infatti, è stata sancita con Delibera regionale n.1173 del 3 agosto 2011, ovvero 5 giorni prima la n.1177 dell’8 agosto, che sblocca i nuovi pozzi in Val d’Agri, compreso quest’ultimo.

Il pozzo “Pergola 1” è stato “avallato” in presenza di uno studio ambientale preliminare con notevoli carenze, sia sul piano dell’inquadramento geologico, sugli impatti ambientali della nuova infrastruttura con gli acquiferi presenti. “L’area individuata per ospitare il pozzo “Pergola 1” – come ha denunciato la Ola (Organizzazione lucana ambientalista) in sede di osservazioni ambientali presentate nell’agosto del 2009 – appare non adeguata alla delicatezza ed alla pericolosità dell’installazione petrolifera. Lo studio dell’Eni trascura le problematiche idrogeologiche connesse ai possibili impatti sulla matrice suolo-sottosuolo con l’assenza di un censimento serio delle sorgenti, sull’analisi delle idro-strutture e delle possibili relazioni tra loro, con l’assenza di ricostruzione degli andamenti degli acquiferi e delle direzioni di preferenziale deflusso sotterraneo delle acque”. A rischio, insomma, importanti risorse idriche sotterranee, nonché l’ecosistema del. Il progetto di perforazione del pozzo “Pergola 1”, che metterebbe a rischio importanti risorse idriche sotterranee, dovrebbe sorgere a qualche centinaia di metri dalla diga di Marsico Nuovo, in un’area rientrante nel piano paesistico di una vasta area denominata “Sellata-Volturino-Madonna di Viggiano”, confinante con l’attuale perimetrazione del Parco nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese.

E proprio l’Ente Parco – al cui interno passerebbero gli oleodotti di collegamento della nuova postazione con il Centro olio di Viggiano – potrebbe giocare un ruolo importante al fine di tutelare il proprio territorio, ma ad oggi non risultano atti di contrarietà che dovrebbero sottolineare la violazione di normative nazionali e comunitarie in materia di salvaguardia degli habitat e delle specie protette. L’unico scenario che sta emergendo in queste ore a livello politico è il lancio della candidatura del Comune di Marsico Nuovo a vice capitale del petrolio, dopo Viggiano. Perché le royalties fanno gola.

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